Rubriche

Canzoni da leggere. NIENTE PASSA INVANO

Andrea Pedrinelli venerdì 18 agosto 2017

Chi fra voi che leggete ha conosciuto il lancinante strappo di un addio, saprà il sapore di abitudini che non ritornano: «Ogni volta che ti ripenso vedo immagini al rallentatore, tu in bicicletta col tuo cappotto mentre ritorni da insegnare…». Chi ha dovuto chiudere una porta, come è capitato pure a chi scrive, saprà che certi versi proprio non somigliano alla retorica: «Ogni volta che provo a scriverti mi si confondono le parole, tutto mi sembra cenere contrabbandata per poesia… Sono montagne russe i nostri cuori, sono cessati spari e grida… Questo, è il silenzio che volevamo?».

Coloro che hanno girato pesanti pagine della vita come prima o poi capita a tutti, capiranno in fretta lo strazio del tornare alla normalità: «Oggi ho ripreso quelle tue pagine, ho ripercorso le stazioni, mi son seduto nelle tue stanze mentre cambiavano le stagioni… Ho aperto gli occhi e ho visto luci, macchine in fila al distributore, gente che ha freddo, gente che ha fretta… Di ripartire, di rincasare…». Sì: lo conosciamo tutti, che cosa significa un addio. Ed è bello, che una canzone del cantautore Massimo Bubola ci ricordi, oltre ai dettagli di quel dolore, anche la lezione che possiamo trarne: «Amore… Niente, passa invano. Nessun dolore, amore, niente… Niente, passa invano».