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Anania di Damasco. Nelle nostre «conversioni» cerchiamo guide sagge

Matteo Liut giovedì 25 gennaio 2024
I nuovi cammini cominciano tutti con una conversione, con un cambio di direzione che porta a nuovi frutti. Quando a indicare la strada è Dio, la conversione trasforma in testimoni dell’Infinito e porta alla santità. Tutti, però, nelle nostre conversioni abbiamo bisogno di trovare, come accadde a san Paolo, un Anania, una persona che ci ha aiutato a scorgere l’amore più grande e a seguirne le tracce. Ecco perché oggi, nel giorno della festa della Conversione di san Paolo, la Chiesa ricorda anche sant’Anania di Damasco, il quale ebbe il compito di restituire la vista perduta proprio a colui che sarebbe diventato l’Apostolo delle genti. Alla prima richiesta da parte del Signore Anania non può che mostrarsi perplesso: andare incontro a un persecutore? Com’è possibile? Ma, secondo quanto raccontato dal capitolo 9 degli Atti degli Apostoli, il Signore ripeté quanto chiesto: «Va’ – intimò all’uomo di Damasco –, perché egli è lo strumento che ho scelto per me, affinché porti il mio nome dinanzi alle nazioni, ai re e ai figli d’Israele; e io gli mostrerò quanto dovrà soffrire per il mio nome». Anania eseguì quanto richiesto: Saulo recuperò la vista e venne battezzato. Per la tradizione Anania, che forse era un discepolo autorevole della comunità di Damasco, morì martire. Altri santi. Beato Antonio Migliorati da Amandola, religioso (1355-1450); beata Arcangela Girlani, vergine (1460-1494). Letture. Conversione di san Paolo. Romano. At 22,3-16; Sal 116; Mc 16,15-18. Ambrosiano. At 9,1-18 oppure At 21,40;22,3-16; Sal 116 (117); 1Tm 1,12-17; Mt 19,27-29. t.me/santoavvenire © riproduzione riservata