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Nel Pnrr aggiornato più fondi per l’agricoltura

Andrea Zaghi domenica 26 novembre 2023
Più soldi per l’agricoltura dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Quasi il doppio rispetto alla prima versione del Pnrr. Risultato sicuramente importante, merito del governo e delle organizzazioni agricole che hanno fatto un buon lavoro di convincimento. Alla base delle decisioni, probabilmente, è anche la maggiore consapevolezza dell’importanza strategica della produzione agricola nazionale. Di fatto, nelle casse degli agricoltori dovrebbero arrivare 6,5 miliardi di euro invece dei precedenti 3,6 miliardi. A fare la differenza sono i nuovi stanziamenti pari a 2 miliardi per lo sviluppo delle filiere e gli 850 milioni posti a sostegno degli impianti fotovoltaici ma anche per, come ha fatto notare il ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida, «aumentare il risparmio energetico da parte delle aziende agricole». Così, al di là dell’orgoglio del governo che ha definito l’Italia agricola «una superpotenza mondiale della qualità», a far lievitare la borsa agricola del Pnrr ci si sono messe anche le difficoltà, oggettive, in fatto di costi di materie prime ed energia. Senza dimenticare le difficoltà di mercato. Per questo, tra l’altro, Coldiretti e Filiera Italia sottolineano i miliardi posti a sostegno dei contratti di filiera. Quanto stabilito dall’esecutivo – dicono le due organizzazioni – è così «il più grande stanziamento economico destinato al nostro settore considerando anche le risorse destinate alla logistica che aumenteranno la nostra competitività». Applausi anche da Cia-Agricoltori Italiani che ricorda come adesso si possa «mettere mano a importanti riforme strutturali per porre, finalmente, l’agricoltura tra gli attori protagonisti della catena del valore aggiunto agricolo». Bene anche per Confagricoltura che, tra l’altro, vede nell’energia il nuovo orizzonte della produzione agricola ma che dice: «Occorre anche sostenerne la tenuta finanziaria del settore, reperendo risorse per una gradualità nella reintroduzione dell’IRPEF, per la gestione del rischio in agricoltura». Così come è necessario adesso potenziare, lo sottolineano i coltivatori diretti, la «gli uffici che dovranno dare attuazione al piano». In altre parole, non tutto è risolto. © riproduzione riservata