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Nel mondo senza pace solo la fede è speranza

Maria Romana De Gasperi sabato 9 luglio 2016
Luglio. Una notte in città dove il calore assorbito nelle ore del giorno dall'asfalto, sale lungo le pareti delle case assetate. Tutto è statico: le luci delle strade come le finestre aperte sui cortili dove sembra di sentire la presenza di chi sta fermo dietro le tende con la luce spenta. Lontano è il vociare del centro cittadino trascinato dalle canzoni gettate sulla strada quando l'uscio dei locali si apre assieme al fumo, all'odore di alcol e a qualche risata che sembra un grido o forse un pianto. Il cielo è buio e non ha favole da raccontare, allora sembra prendano forma le notizie lette sui giornali o viste al telegiornale della sera. Non portano mai serenità: è una nuova strage, una nuova guerra, una donna sparita che non tornerà più. Dove sono i padri della Bibbia che, avvolti nel loro mantello, abbracciati al sonno, con un sasso per appoggiare il capo, avevano per coperta un cielo di stelle? Non basta più un'Avemaria per prendere sonno se ci lasciamo tentare dalle immagini del giorno appena passato e che domani forse ci chiederanno decisioni pronte e sicure. Da tempo abbiamo dimenticato le braccia di nostra madre attorno a noi e il suo respiro che ci faceva dormire. L'aria umida della notte non porta pace se non ricordiamo più la storia di quel bambino di Nazaret che lei ci raccontava sottovoce come promessa per il nostro futuro. È difficile oggi trovarlo fra queste guerre che sembrano senza ragione e senza anima, dove chi uccide pare lo faccia non per una scelta di verità, ma solo perché gli hanno dato in mano un'arma e vuole conoscere l'ebbrezza del potere sulla vita di chi ha di fronte indifeso. Quel bambino sembra sparito dietro le mani feroci di giovani che hanno perduto il senso della vita, dell'amore, della bellezza, della carità. Amore che dobbiamo cercare nelle piccole comunità che nascono come un miracolo in ogni parte del mondo per sacrificio e per buona volontà di pochi. Sono questi piccoli mazzi di fiori che coltivano il profumo della generosità e della pace che dobbiamo cercare perché sapere che resistono al fuoco dell'odio e della vendetta darà anche al nostro domani il coraggio di fare e di non perdere mai la speranza. E allora lasciamo la finestra aperta e proviamo a dormire sognando qualcosa di buono. I sogni non si comperano, non hanno bisogno di denaro, sono di tutti.