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Maria Bertilla Boscardin. Mostrò il volto di un Dio che condivide le sofferenze

Matteo Liut venerdì 20 ottobre 2017
Nelle corsie “a contatto con gli epidemici, a consolare, a calmare: pronta e ordinata, esperta e silenziosa, fino a far dire anche ai distratti che Qualcuno – cioè il Signore – fosse sempre con lei a dirigerla”: con queste parole nel 1961, durante la canonizzazione di santa Maria Bertilla Boscardin, Giovanni XXIII tracciava un ritratto semplice ma profondo della religiosa vicentina vissuta tra il 1888 e il 1922. Questa testimone, che mostrò ai sofferenti il volto di un Dio che condivide le sofferenze, era nata nel Vicentino ed era entrata nelle Maestre di Santa Dorotea Figlie dei Santissimi Cuori nel 1905. Infermiera a Treviso, a 22 anni si ammalò di tumore e venne operata. A causa della Grande guerra fu mandata a Como, dove venne “degradata” per via di alcune incomprensioni. Rientrata a Treviso continuò il suo servizio da infermiera con la dedizione di sempre, fino alla morte a 34 anni.
Altri santi. San Cornelio, centurione (I sec.); beato Jakob Kern, sacerdote (1897-1924).
Letture. Rm 4,1-8; Sal 31; Lc 12,1-7.
Ambrosiano. Ap 1,10;3,14-22; Sal 14; Lc 8,1-3.