Rubriche

Montale e Zanzotto insegnano: la modernizzazione non ci ha migliorato

Alfonso Berardinelli sabato 13 febbraio 2010
Fra le due o tre idee che più assillano e ubriacano il mondo attuale c'è ancora l'idea di modernità. Da quando nel XVIII secolo l'Occidente si convince che il presente è meglio del passato, da allora tutto si modernizza e va modernizzato. Perciò, modernizzazione diventa sinonimo di miglioramento. La lotta, la competizione (culturale, economica e politica) ha come premio e preda il futuro: si tratta di conquistare la modernità avvenire, il nuovo presente, che supererà e vincerà il presente di oggi. La religione dei non religiosi è stata e rimane questa. Si pensa che ogni guaio della modernità sarà eliminato da una modernizzazione ulteriore.
Solo ora che l'Asia in generale e la Cina in particolare superano economicamente Europa e Stati Uniti, potrà imporsi qualche riflessione critica sul dio Progresso. Se si arriva a capire davvero che la crescita produttiva non equivale a progresso, ma c'è progresso solo se migliorano la qualità della vita sociale, quella dei singoli e dei rapporti internazionali, allora le nostre culture dovranno scoprire cos'è bene e cos'è male, quali scopi cerchiamo di raggiungere con il nostro attivismo. Le antiche tradizioni, le culture premoderne e le grandi religioni sembrano perciò avere un appuntamento con il nostro futuro. Del resto, neppure il progetto originario della modernità è stato realizzato. L'aumento di autocoscienza libera e responsabile non sembra affatto garantito. In che senso la modernizzazione ci migliora? L'uso di tecnologie sempre nuove ci ha reso più intelligenti e felici? Quali capolavori artistici e intellettuali sono stati partoriti grazie all'informatica? Dopotutto la narrativa di Elsa Morante e di Calvino, le poesie di Montale e Zanzotto sono state scritte a mano. La vecchia fiducia moderna nell'«educazione progressiva dell'umanità» non è confermata dai fatti. Ci sono attività e produzioni che invece di migliorare peggiorano. Quali sono? Abbiamo troppa fretta per chiedercelo? Intanto si può leggere la nuova edizione aggiornata di un libro utile e chiaro: La modernizzazione di Alberto Martinelli, Laterza.