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Militari e polizia, assegni in rosso

Vittorio Spinelli martedì 16 marzo 2010
Si allarga l'orizzonte previdenziale per gli appartenenti alle Forze armate, alla Polizia e ai Vigili del fuoco, grazie al "collegato" alla legge finanziaria 2010, approvato dal Senato e prossimo alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
La nuova legge riporta vari provvedimenti in materia di lavoro pubblico e privato. Tra questi, una disposizione che riconosce la "specificità" dei corpi militari e di polizia sotto diversi ambiti e sottrae alle norme comuni il rapporto di lavoro in questi particolari settori. La tutela delle istituzioni e la sicurezza dei cittadini esigono, infatti, che lo stato giuridico ed il trattamento economico dei militari, della polizia e dei vigili del fuoco siano regolati da norme separate che tengano conto dei compiti, degli obblighi e delle limitazioni personali, diversi dagli altri statali. Consegue anche una regolamentazione separata nel campo delle pensioni e della previdenza.
Il Cocer, l'organismo che rappresenta gli interessi del personale militare, parteciperà alle trattative per definire il trattamento economico del personale interessato.
Pensioni ridotte. Il nuovo provvedimento apre una corsia preferenziale per riparare una situazione di svantaggio delle pensioni del personale militare.
Un danno economico non da poco, che va fatto risalire alla riforma Dini, con la quale è stato introdotto il calcolo contributivo per i lavoratori assunti dopo il 1995. Il sistema contributivo ha di fatto tagliato i rendimenti dei contributi, offrendo però la possibilità di integrare gli importi di pensione più bassi ricorrendo alla previdenza complementare. Sta di fatto che la previdenza integrativa non è mai decollata per il personale della difesa e della sicurezza e questo vuoto di contributi integrativi incide pesantemente sui trattamenti di quiescenza. Ancora di più da questo 2010, essendo in vigore, per il calcolo contributivo, nuovi coefficienti di trasformazione più sfavorevoli dei precedenti. In pratica, è colpito dall'attuale sistema chi aveva meno di 18 anni di contributi al 31.12.1995 oppure contributi solo dopo il 1°.1.1996.
Lo stesso Ministero della Difesa ha riconosciuto il problema della previdenza complementare, rimarcando gli effetti negativi che si producono sul futuro delle pensioni dei militari, in servizio permanente, ufficiali, sottufficiali e volontari.
Sempre in attesa del fondo complementare di settore, una prima soluzione tecnica potrebbe essere quella di differire di alcuni anni l'applicazione del calcolo contributivo (oppure del calcolo misto) sia per le pensioni future sia per quelle già liquidate dal 2001 in poi.
Conguagli. Sulla rata di pensione in pagamento da oggi, i militari e gli altri pensionati dell'Inpdap riceveranno un importo modificato a causa del conguaglio fiscale sul 2009 e delle diverse addizionali regionali e comunali. Per i pensionati nei comuni colpiti dal terremoto dell'Aquila, l'applicazione del conguaglio fiscale sarà in positivo.