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Milano, la genialità che striscia

Alberto Caprotti mercoledì 6 maggio 2020
Hanno dipinto una striscia bianca sull’asfalto e l’hanno chiamata coraggiosamente “pista ciclabile”. Poi un’altra a fianco, lato marciapiede, e ci hanno disegnato sopra il simbolo del pedone, forse per spiegare al pedone incredulo che dovrà camminare lì oltre che sul marciapiede. Ne hanno pittata una terza, in mezzo alla carreggiata, decidendo che sarà quella la sosta per i disabili e i mezzi del carico–scarico. Che importa se il disabile che scende dalla sua auto dovrà attraversare due corsie tra bici sfreccianti rischiando la vita? Nulla, perchè succede a Milano, città dove la mobilità è un mestiere per gente molto avanti, dove l’emergenza si risolve dicendo: zitti e pedalate, e l’automobile è un virus da debellare. Anche con l’idea geniale di trasformare i pochi parcheggi ancora disponibili in spazio per i tavolini dei bar. Quelli dove ci accomoderemo per mangiarci fanali e ruote che non sapremo più dove mettere. (A.C.)