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Medicina e salute fanno passi da gigante con l’IA

Gigio Rancilio venerdì 12 gennaio 2024
Quando pensiamo a come l’intelligenza artificiale sta cambiando le nostre vite, ci viene facile guardare innanzitutto al mondo degli armamenti, a quello delle auto a guida autonoma e ai vari sistemi in grado di creare testi, video e immagini (anche falsi) e addirittura di farci parlare (come HeyGen) in lingue che non conosciamo. Uno dei settori nel quale l’intelligenza artificiale sta portando cambiamenti epocali è sicuramente quello della salute. Per esempio, Isomorphic Labs , la divisione di ricerca e sviluppo sull’intelligenza artificiale di Google DeepMind, con sede a Londra e che ha come obiettivo la scoperta di farmaci, ha appena annunciato di aver stretto partnership strategiche con due giganti farmaceutici, Eli Lilly e Novartis. Per capirci, si tratta di un’operazione da circa 3 miliardi di dollari. Il tutto anche se - come evidenziato su Nature Methods- la tecnologia non è ancora perfetta. Eppure i ricercatori sono ottimisti. Tanto più che hanno recentemente utilizzato questo sistema per progettare e sintetizzare un farmaco per il trattamento del carcinoma epatocellulare, il tipo più comune di cancro primario al fegato. Questi sistemi di intelligenza artificiale sono infatti diventati molto abili nell’analizzare milioni di dati, identificando anche nelle immagini diagnostiche particolari che passano inosservati all’occhio umano. «Tutto questo porterà a un numero maggiore di pazienti che riceveranno cure tempestive, migliorando così i tassi di sopravvivenza e riducendo i costi sanitari». DeepMind sta collaborando anche con un’organizzazione farmaceutica svizzera senza scopo di lucro per applicare AlphaFold alla formulazione di terapie per la malattia di Chagas e la leishmaniosi, due delle malattie più mortali nel mondo in via di sviluppo. In Canada, invece, sta facendo molto parlare il sistema CHARTWatch, adottato dall’ospedale St. Michael’s di Toronto. Usando l’intelligenza artificiale e l’auto apprendimento è stato in grado di diminuire del 26% il rischio di morte tra i pazienti, arrivando a scoprire con ore di anticipo rispetto al personale medico gravi problemi nei soggetti in cura. Sistemi come CHARTWatch, è bene ricordarlo, non mirano a sostituire i medici ma a supportarli perché lavorino sempre meglio. Un altro campo nel quale è in corso una grande discussione sull’intelligenza artificiale è quello della salute mentale. Se da una parte molte persone (troppe, secondo gli esperti) cercano ogni giorno di aggirare i divieti di ChatGPT usando il chatbot di Open Ai come un esperto di psicologia e psichiatria col quale confrontarsi per ricevere consigli e aiuto, dall’altra sempre più aziende stanno creando sistemi come Clearmind per «migliorare la salute psicologica delle persone». In Rete ci sono recensioni entusiaste di Clearmind da parte di psichiatri e psicologi, ma la maggior parte della comunità scientifica è ancora molto cauta. Anche se è facile prevedere che sarà sempre più facile trovare sistemi efficaci basati sull’IA che saranno in grado di fare da primo filtro e da primo aiuto per chi ha problemi psicologici e non solo. Infine, al CES, la fiera dell’innovazione tecnologica
in corso a Las Vegas, in mezzo a veicoli che sembrano usciti dal futuro, c’è stato spazio anche per applicazioni legate alla salute. Dal robot di LG che aiuta gli anziani a prendere le medicine negli orari indicati ma è anche capace di chiamare i servizi di emergenza in caso di malore dei soggetti che monitora, fino al sistema Serenity che grazie all’IA è in grado di rilevare le cadute di anziani e fragili anche attraverso i muri di casa e di chiamare i soccorsi. © riproduzione riservata