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Martina. La potenza della fede frantuma dei e miti

Matteo Liut sabato 30 gennaio 2021
La fede è una dimensione potente, capace di sbaragliare i falsi miti, le prepotenze, le ideologie mondane: chi crede sa di andare controcorrente e di essere testimone di qualcosa molto più grande di qualsiasi meschinità degli uomini. Tanti i racconti che danno forma al confronto tra la potenza di Dio di Gesù Cristo e la vacuità degli dei pagani: tra queste narrazioni c'è anche quella riguardante il martirio di santa Martina, la cui biografia non ha riscontri storici ma il cui culto è attestato fin dall'antichità. Secondo la tradizione Martina era una diaconessa vissuta nel III secolo, figlia di nobili. Arrestata per la sua fede cristiana e condotta davanti al tribunale dell'imperatore Alessandro Severo, si rifiutò di compiere sacrifici agli dei. Portata davanti alla statua di Apollo questa andò in pezzi e la scena si ripeté anche nel tempio di Artemide. La sua testimonianza le costò la vita: dopo numerosi supplizi, da cui uscì indenne, venne portata al X miglio della via Ostiense e venne decapitata. La prima notizia storica del suo culto risale al VII secolo quando papa Onorio I le dedicò una chiesa.
Altri santi. Sant'Armentario di Pavia, vescovo (VIII sec.); beato Sebastiano Valfrè, sacerdote (1629-1710).
Letture. Romano. Eb 11,1-2.8-19; Lc 1,68-75; Mc 4,35-41.
Ambrosiano. Sir 44, 1; 49, 11-12; Sal 47 (48); Mc 5, 21-24a. 35-43
Bizantino. Eb 13,7-16; Mt 5,14-19.