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Maria Faustina Kowalska. La testimone di un Dio dal volto misericordioso

Matteo Liut martedì 5 ottobre 2021
È nell'esperienza della misericordia che s'incontra Dio: un'esperienza che sana le nostre ferite e ci apre una prospettiva di futuro e di speranza, di cui i cristiani devono essere i primi testimoni. È in quest'orizzonte che s'inserisce la devozione alla Divina Misericordia, di cui fa apostola Maria Faustina Kowalska. È proprio grazie alla testimonianza di questa mistica e religiosa polacca che san Giovanni Paolo II volle istituire la Domenica della Divina Misericordia. D'altra parte Wojtyla aveva conosciuto l'eredità della Kowalska in gioventù, fermandosi a pregare nel santuario dove la santa aveva vissuto, appena fuori Cracovia. Helena Kowalska era nata a Glogowiec nel 1905, terza di dieci figli in una famiglia contadina. A 16 anni lasciò la casa paterna e lavorò come donna di servizio, finché nel 1925 a Varsavia entrò nella comunità della Vergine della Misericordia, prendendo il nome di Maria Faustina. Visse in diversi conventi, in particolare a Cracovia, e il suo Diario, che contiene il racconto delle sue esperienze mistiche, è uno dei libri di spiritualità più amati. Morì nel 1938.
Altri santi. Beato Bartolo Longo, Laico (1841-1926); beato Alberto Marvelli, laico (1918-1946).
Letture. Romano. Gio 3,1-10; Sal 129; Lc 10,38-42.
Ambrosiano. Gd 1,17-25; Sal 124 (125); Lc 20,20-26.
Bizantino. Fil 2,16-24; Lc 6,37-45.