Rubriche

Manuale bipartisan del dialogo laicista

Pier Giorgio Liverani domenica 14 maggio 2006
Se ne potrebbe ricavare un «Manuale del perfetto dialogo» secondo i laici(sti). E non soltanto per le istruzioni per l"uso che il manuale potrebbe offrire, ma anche perché esso sarebbe perfettamente bipartisan e, dunque, à la page: vale a dire perché il suo canovaccio ci viene presentato, quasi in contemporanea, da un quotidiano di destra e da uno di sinistra, da un radicale rimasto a destra (Massimo Teodori) e da un saggista di sinistra (Stefano Rodotà). Ricavo il canovaccio dalla recensione di un libro di Teodori (Laici, l"imbroglio italiano, Marsilio) apparsa su Il Giornale di mercoledì 3 con la firma di Filippo Facci; e da un articolo di Rodotà pubblicato su La Repubblica di mercoledì 10. Il libro di Teodori, scrive il Facci, «difende i laici dalla nuova Inquisizione», così invertendo disinvoltamente le parti in causa e la loro condizione. Oggi che si può tranquillamente uccidere il figlio nel grembo materno, affettare l"uomo in embrione in nome della clonazione terapeutica, uccidere con l"eutanasia anche i bambini sotto i dodici anni o lasciar morire di fame i neonati immaturi su un carrello per strumenti di camera operatoria, sposare un coniuge dello stesso sesso, forzare le ovaie della donna per mutarle in macchine di produzione in serie, trasformare gli alambicchi in uteri o tube di vetro eccetera, quel libro parla di «ritorno a un fosco passato», di un papa Ratzinger e di un cardinale Ruini «che fanno aggressivamente il loro mestiere», di «rinnovato interventismo» della Chiesa e così via. Si dirà che tutto ciò non è proposta di dialogo, ma il libro di Teodori va letto insieme con l"editoriale di Rodotà che, con il medesimo spirito, insegna le tecniche sottili del dialogo secondo i laici(sti). Che sono quelle di demonizzare e screditare preliminarmente la parte con cui si dovrebbe «riaprire il dialogo sui valori della vita». Per esempio, chiedendole, prima ancora che apra bocca, di non «trasformare i valori in pregiudizio, ideologia, fondamentalismo»; di «uscire dalla regressione culturale e politica», di «parlare il linguaggio della ragione». Insomma, di accettare innanzi tutto il punto di vista dei laici(sti), perché «la democrazia è anche sobrietà e rispetto». Gia: Rodotà dimentica di aggiungere: del fondamentalismo laicista.
SALTAZIONISMOA volte i nipoti si mangiano i nonni. Il Manifesto (venerdì 12) annuncia «l"evoluzione dell"evoluzionismo»: contro il principio, che Darwin riprese da Linneo, secondo cui natura non facit saltus, oggi l"evoluzionismo si è evoluto in «saltazionismo». In base a «recenti scoperte della genetica» il neoevoluzionista Goldschmidt afferma che «radicali mutazioni avvengono nell"arco di una sola generazione». Chissà come si evolveranno le grandi scimmie (gorilla, orango, scimpanzé, bonobo) adesso che Zapatero ha promesso di riconoscerne i diritti umani.
METODI«Ci è piaciuta l"ira di Berlusconi verso i 60 traditori dell"Udc che non hanno votato Letta [...] Chi non è stato messo in lista ha cambiato status: è passato da leccapiedi a Giuda [...] I dirigenti locali (di Fi) sono una camarilla. Ribaltali, cacciali, uccidili: sono i boss che ci hanno consegnato a Prodi»: Renato Farina, a Berlusconi, nel fondo di Libero, venerdì 12.