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Madonna della Neve. Il segno dell'impossibile che cambia la storia

Matteo Liut giovedì 5 agosto 2021
L'immagine della neve che scende ad agosto, nel cuore dell'estate romana, permette di capire cosa significa credere oggi: è compiere un gesto controcorrente che rompe ogni aspettativa e che irrompe nella storia dell'umanità portando qualcosa di nuovo. Su questa esperienza oggi la liturgia permette di riflettere grazie alla celebrazione della dedicazione della Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, una festa che nella tradizione popolare è nota come Madonna della neve. La Basilica, infatti, venne edificata da papa Liberio nel IV secolo – e per questo è chiamata anche Liberiana – in seguito a un segno prodigioso: sul monte Esquilino nevicò e il Pontefice fece edificare una chiesa proprio tracciando il perimetro dell'area sulla quale era caduta la neve. La tradizione colloca il miracolo al 5 agosto dell'anno 352 e lo collega a una visione avuta sia da Liberio che da un patrizio romano, Giovanni, che poi finanziò la costruzione: Maria apparve loro chiedendo di costruire l'edificio nel punto che avrebbero trovato ricoperto dal manto bianco.
Altri santi. Sant'Emidio, vescovo e martire (279-309); santa Margherita da Cesolo, vedova (1325-1395).
Letture. Romano. Nm 20,1-13; Sal 94; Mt 16,13-23.
Ambrosiano. 1Re 11,41–12,1-2.20-25a; Sal 47 (48); Lc 11,37-44.
Bizantino. 1Pt 1,1-2, 10; Mt 21,28-32.