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Ma alla Chiesa «attuale» capacità di accogliere non manca

Pier Giorgio Liverani domenica 24 maggio 2015
Accade spesso che i critici della Chiesa dimentichino o trascurino la sua realtà e così si erigono a censori in materia religiosa. Nelle loro argomentazioni è frequente il fare di tutte le religioni un fascio. Ecco il teologo Vito Mancuso che, su La Repubblica (martedì 19) e con un titolo in prima pagina, annuncia la spiegazione di «cosa manca alle religioni per accettare l'omosessualità». In realtà la descrizione di queste mancanze è piuttosto povera e inversa: il testo è soltanto una sommaria descrizione della dottrina di cattolici, ebrei, mussulmani, protestanti, riformati in genere, buddisti e del loro pluralismo di convinzioni. Accontentiamoci di ciò che scrive della Chiesa cattolica: «L'argomento scritturistico è molto debole… perché Gesù non ha detto una sola parola al riguardo» e perché, secondo Mancuso, nella Scrittura ebraica «si trovano testi di ogni tipo, tra cui alcuni oggi avvertiti come eticamente insostenibili (?) e, in quanto tali, sono da superare». Nel Nuovo Testamento, poi, si trovano molti argomenti di cui Gesù non ha parlato, ma il Vangelo non è un manuale di etica e delle Scritture ebraiche Cristo ha detto esplicitamente di non essere venuto per cancellare dalla Legge “neanche uno iota”, mentre ciò che ha voluto “aggiornare” (per esempio il matrimonio) lo ha detto esplicitamente. Dunque le ripetute dure condanne della pratica omosessuale restano valide e confermate da San Paolo mentre la semplice condizione delle persone omosessuali, come del resto quella di chiunque altro, esige la castità. Del resto la morale cristiana (ma anche l'onesta ragione) ammette la pratica sessuale soltanto nel matrimonio. Ci sono persone nate o divenute incapaci, ma ciò non comporta eccezioni: non sempre una vita coerente è facile. Nonostante ciò Mancuso scrive ancora: «Non si può dire, come fa la dottrina cattolica attuale, di voler accettare le persone, ma non il loro orientamento affettivo e sessuale, perché una persona è anche la sua affettività e la sua sessualità»: cose ovvie che, però, richiedono ordine, serietà e niente abusi. Quanto alla ormai celebre frase del Papa, citata in modo incompleto, di non voler giudicare un gay che con buona volontà cerca il Signore, in essa nulla c'è di straordinario né di nuovo. La Chiesa ha da Dio tutti gli strumenti che le occorrono, persino le chiavi dei Cieli.OBIETTORI: I MIGLIORI?A una lettrice di Il Fatto Quotidiano, che si lamenta (martedì 19) perché la legge sulla fecondazione artificiale «proibisce ai bambini di nascere», Furio Colombo risponde confermandole che «la fecondazione assistita è un percorso di vita». Chissà se pensa che per ciascun nuovo bambino concepito in vitro una decina ne muore in embrione o, nel migliore dei casi, finisce nei bidoni di azoto liquido (meno 196 gradi). Colombo offende poi in blocco tutti «i medici degli ospedali che diventano primari soltanto se si dichiarano obiettori». E se – non escludiamo l'ipotesi – gli obiettori fossero, anche per questo motivo, i medici migliori?GLI ANTI-SINDONENon poteva mancare: anche Repubblica, dopo il Corriere della sera di un mese fa, tenta (mercoledì 20) di squalificare come «un falso» la Sindone esposta a Torino e, come il Corriere, si rifà a un libro di uno specialista in questa anti-materia senza nemmeno accennare ai recenti studi scientifici su quel telo, che risalirebbe al XIII secolo. A quell'epoca, come è noto, il microscopio consentiva di scoprire i pollini delle piante tipiche della Palestina, le macchine fotografiche invertivano i colori sul negativo, gli artigiani conoscevano il modo di colorare una tela anche senza usare il colore…