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Luigi Orione. Speranza e carità sono la migliore medicina per le paure e le ferite dell'intera umanità

Matteo Liut giovedì 12 marzo 2020
Qual è la cura più efficace alle nostre paure e alle nostre ferite se non la speranza? Per il cristiano sperare significa cogliere la luce di Dio che filtra anche nei momenti più bui. Tra i testimoni di questo fondamentale messaggio vi è di certo san Luigi Orione, testimone di carità e speranza tra i giovani, i malati, i poveri, i bisognosi, i terremotati. Un'opera, la sua, dalla quale è nata una famiglia religiosa che ancora oggi si piega sulle ferite dell'umanità per sanarle, alleviare le soffenze e portare speranza. Nato a Pontecurone il 23 giugno 1872, don Orione entrò nell'oratorio di Torino diretto da don Giovanni Bosco nel 1886. Nel 1889 era nel Seminario di Tortona e nel 1892 inaugurò il primo oratorio intitolato a San Luigi. Dopo l'ordinazione sacerdotale nel 1895, fondò la Congregazione dei Figli della Divina Provvidenza e le Piccole Missionarie della Carità; gli Eremiti della Divina Provvidenza e le Suore Sacramentine. Morì a Sanremo nel 1940.
Altri santi.San Mamiliano di Palermo, vescovo e martire (V sec.); beata Aniela Salawa, terziaria francescana (1881–1922).
Letture.Ger 17,5–10; Sal 1; Lc 16,19–31.
Ambrosiano.Gen 16,1–15; Sal 118 (119),49–56; Pr 6, 20–29; Mt 6,1–6.