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Liquidazione, contributi e parità

Vittorio Spinelli domenica 17 novembre 2002
Le condizioni per il diritto al trattamento di fine rapporto per il personale della scuola sono oggetto di una recente nota dell'Inpdap (n. 121 del 7 novembre), con particolare riferimento ai rapporti di servizio a tempo determinato. Con l'occasione l'ente precisa anche le nuove aliquote contributive che fanno carico a tutti i docenti, compresi gli insegnanti di religione sacerdoti o laici. Un decreto del 20 dicembre 1999 ha abolito il contributo previdenziale obbligatorio per il Tfr del 2,50% della retribuzione. La soppressione del contributo non ha prodotto particolari effetti fiscali sulla base imponibile, ma ha disegnato una nuova tabella delle ritenute previdenziali e assistenziali cui devono essere assoggettate le retribuzioni. E precisamente: a) 32,95% (di cui il 24,20% a carico dello Stato) a titolo di contributo per la pensione Inpdap, applicato al 118% dello stipendio e delle indennità pensionabili. b) 32,95% (di cui il 24,20% a carico dello Stato) a titolo di contributo per la pensione Inpdap, applicato al 100% di tutte le somme non incluse nella base pensionabile. c) 0,35 interamente a carico dello Stato, a titolo di contributo al Fondo Credito (mutui, piccoli prestiti ecc.) dovuto su tutti i compensi corrisposti. d) 1,61% interamente a carico dello Stato, a titolo di contributo per l'indennità di disoccupazione Inps, dovuto su tutti i compensi corrisposti. e) 9,60% (di cui il 7,10% a carico dello Stato) quale contribuzione all'Opera di previdenza, applicata sull'80% dello stipendio e della tredicesima mensilità. f) 9,10% (di cui il 7,10% a carico dello Stato) quale contribuzione all'Opera di previdenza, applicata sul 60% dell'indennità integrativa speciale. Non tutte le amministrazioni scolastiche hanno provveduto ad assoggettare le retribuzioni alle nuove aliquote. In questo caso, diversi docenti hanno percepito una retribuzione superiore a quella spettante, con conseguente creazione di un debito erariale. Le situazioni fuori norma saranno regolarizzate in occasione dei prossimi pagamenti. Contributi alle scuole paritarie. Agli istituti paritari, scuole medie, licei, istituti magistrali, istituti tecnico professionali ecc. gestiti da enti religiosi, è stato assegnato un finanziamento suppletivo di oltre 3 milioni e 300 mila euro, allo scopo di migliorare la qualità e l'efficacia delle loro attività formative. Lo ha stabilito un decreto del Ministero dell'Istruzione del 30 ottobre scorso, tenuto conto che nel corso del presente anno finanziario si sono resi disponibili ulteriori fondi da destinare alle scuole paritarie. Gli istituti interessati sono circa 500, localizzati in diverse Regioni, con eccezione del Trentino, Valle d'Aosta, Veneto, Friuli, Liguria, Molise e Sicilia. La scelta delle scuole da ammettere al finanziamento aggiuntivo è stata effettuata dal Comitato Tecnico ministeriale incaricato di valutare i numerosi progetti finalizzati al miglioramento dell'offerta formativa.