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Leosini su Ciontoli, senza risposte

Andrea Fagioli giovedì 4 luglio 2019
Fa discutere lo speciale di Storie maledette che Franca Leosini ha dedicato all'omicidio di Marco Vannini con una lunga intervista al presunto colpevole, Antonio Ciontoli, in onda su Rai 3 in due parti, domenica 30 giugno e martedì 2 luglio. La morte di Marco, ventenne di Cerveteri, risale al maggio 2015 in seguito a un colpo di pistola nella casa della fidanzata, Martina Ciontoli, nella vicina Ladispoli. Quella sera, oltre a Martina e Marco, erano presenti in casa Ciontoli il padre Antonio, la madre Maria e il fratello Federico con la fidanzata Viola. Ad autoaccusarsi di uno sparo accidentale è sempre stato Antonio, sottufficiale di Marina, condannato in primo grado a 14 anni per omicidio volontario, ridotti in appello a 5 per omicidio colposo e ora in attesa della Cassazione. Marco, però, sarebbe morto per l'incredibile ritardo con cui è stato chiamato il 118 e per non avere spiegato all'operatore cos'era realmente successo. Per questo sono stati condannati a 3 anni anche la moglie e i due figli di Antonio. Tralasciamo le polemiche interne a Rai 3 tra la Leosini e Federica Sciarelli, conduttrice di Chi l'ha visto?, che avrebbe chiesto senza successo di intervistare Ciontoli, e quelle esterne della Leosini con Le Iene di Italia 1 per il loro modo di fare giornalismo. Chiediamoci piuttosto se questo speciale sia servito a far capire qualcosa su una vicenda in cui nulla è chiaro. La Leosini, come al solito, sguardo severo e lettura del testo con variazione dei toni dall'accusatorio al moralistico, affronta una sentenza non passata in giudicato e quindi con il rischio di interferire sulle decisioni della Cassazione. Ciontoli lo sa e accetta un'intervista che lo distrugge, ma gli offre l'opportunità di invocare il perdono. A parte questo, non dà le risposte attese su cosa sia realmente successo quella sera, come mai lo sparo in bagno con Marco in vasca, perché il ritardo nel chiamare l'ambulanza e parlare di un buco causato da un pettine a punta, ma soprattutto perché è stato tirato in ballo Federico, anche dalla madre di Marco, quando lui è reo confesso? Domande senza risposta. Storie maledette è servito a poco, se non a ferire ulteriormente le vittime: Marco e i suoi genitori.