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Le «paure» dei maître à penser laici

Pier Giorgio Liverani domenica 28 ottobre 2007
Meno credono, meno sanno di fede, meno sono informati delle cose di religione e più i "laici" ne parlano e ne sparano grosse. Era accaduto ai primi di ottobre con la scoperta (si sapeva da cinque anni) del «silenzio del Signore» patito da Madre Teresa, incomprensibile per chi ignora Dio. Si è ripetuto questa settimana con le balle su Padre Pio, che hanno poi obbligato il Corriere della sera alla retromarcia (venerdì 26): «Giallo» e «Immenso inganno» declassati a «ipotesi», ma che si è rinnovato il medesimo giorno con un presuntuoso fondo di Sergio Romano: «Il carisma e le paure». Diverse fonti hanno registrato, dopo l'elezione di Benedetto XVI, un aumento di pellegrini in visita a Roma per «videre Petrum»: 20 per cento più di quelli dei tempi di Giovanni Paolo II. Come mai, se il nuovo Papa è «molto meno esuberante e carismatico?» Lo spiega Romano dimostrando in tre punti che non è questione di fede, ma solo di «paure». Eccole. Prima paura: «La globalizzazione e la crisi dello stato assistenziale». Seconda: «Il riscaldamento globale». Terza: «Il Papa polacco era un apostolo moderno, il Papa tedesco è innanzitutto un dottore della Chiesa». Romano ha trascurato la quarta: la paura delle sciocchezze dei "laici".

L'OMO-NEONATO
Infuria, anche nel mondo gay, la polemica per il manifesto della Regione Toscana che, contro i pregiudizi omofobi, mostra un neonato con al polso una fascetta dov'è scritto «homosexual» e, accanto, uno slogan: «L'orientamento sessuale non è una scelta». Ipotesi: è un invito a compatirlo? Il piccino ha già fatto outing? Ma se da adulto diventasse un macho e facesse causa alla Regione? La risposta è un'altra, valida anche per il manifesto dell'anoressica esposta nuda alla gogna. Senza chiamare in causa Kant ("L'uomo è sempre un fine, mai un mezzo") o Giovenale ("Maxina debetur puero reverentia"), basterà citare Liberazione (venerdì 26: «Quel messaggio è inaccettabile») e il deputato "trans" Luxuria (idem: «È un'immagine incongrua, la omo/transessualità non è un'infezione da virus»). Ma Repubblica l'ha pubblicato a pagamento e La Stampa ha messo in prima pagina cinque sederini dalla pelle diversa solo per annunciare «il baby-boom degli extracom» in Italia.

I CALCOLI DI LUCIA
Lucia Annunziata è certamente una brava giornalista, ma soffre di calcoli. Un lettore della Stampa (venerdì 26) si è meravigliato del milione e più di manifestanti in Piazza San Giovanni per il Family Day e lei gli dà ragione buttando giù un po' di calcoli: la piazza misura metri 270x700, cioè «circa 94.500 metri quadrati». Errore, sono il doppio: 189.000. Per cui «se in un metro quadrato possono stare due persone» più «un 10% nelle vie laterali» la capienza totale della piazza sarà di 415.800 persone e non di 207.000. Se le persone sono tre, sarà di 623.700 e non di 311.050; se cinque, sarà di 1.039.500 e non 519.750. Come si vede il «milione» non è poi tanto distante dalla realtà.

IL PREGIUDIZIO
Il messaggio dei Vescovi per la Giornata per la vita del 3 febbraio è sintetizzato dall'Unità (giovedì 25) correttamente e persino senza i soliti commenti. Ma il titolo è un capolavoro: «Aborto e eutanasia: vescovi sempre a testa bassa». Quando si dice il pregiudizio: dare addosso comunque.