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Massimiliano Maria Kolbe. Le sue ultime parole: «Ave Maria»

Matteo Liut mercoledì 14 agosto 2013
Spogliato di ogni dignità, umiliato oltre ogni limite, spinto nel deserto dell'anima l'uomo conserva sempre dentro di sé quella scintilla di Dio in grado di riaccendere la speranza. Lo dimostra la storia di san Massimiliano Maria Kolbe, francescano polacco, nato nel 1894. Portatore del Vangelo prima come missionario, poi come fondatore di una popolare rivista, Kolbe venne imprigionato dai nazisti nel febbraio 1941 a causa dell'origine del suo nome. Pochi mesi dopo era ad Auschwitz, destinato ai lavori più umilianti, come il trasporto dei cadaveri al crematorio. Offrì la sua vita in cambio di quella di un padre di famiglia, suo compagno di prigionia. Le sue ultime parole prima di morire furono: «Ave Maria».Altri santi. Marcello di Apamea, vescovo e martire (IV sec.); Martiri di Otranto (1480). Letture. Dt 34,1-12; Sal 65; Mt 18,15-20. Ambrosiano. Esd 4, 24-5,17; Sal 24; Lc 12, 54-56 / 1 Cr 15, 3-4.11-12.14-16. 28;16, 1-2; 1 Cor 15, 54-57; Lc 11,27-28.