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La tv fa riesplodere il mito di Pompei

Andrea Fagioli martedì 4 gennaio 2022
L'ondata di morte provocata dal Vesuvio nel 79 dopo Cristo è stata per assurdo vitale per la storia dell'archeologia. Senza quella devastante eruzione che causò migliaia di morti e seppellì Pompei, Ercolano, Stabia e Oplontis non avremmo oggi uno dei siti archeologici più importanti del mondo, che permette di ricostruire in ogni dettaglio la vita dei romani del primo secolo e che suscita ancora grande interesse da parte della televisione. Al di là di Stanotte a Pompei di Alberto Angela (pietra miliare sul tema, sempre a disposizione su RaiPlay), un ritorno di fiamma c'è stato anche in questi giorni con l'intera serata, sabato scorso, su Sky Arte, che ha proposto il docu-film di Pappi Corsicato con Isabella Rossellini voce narrante Pompei - Eros e mito e a seguire il documentario Pompei - Dopo l'eruzione, e ieri sera su Rai Storia con Gli invisibili di Pompei per la serie di Rai Cultura Italia, viaggio nella bellezza. Dei tre, a parte la particolarità del docu-film di Corsicato che rivisita Pompei in chiave moderna con ricostruzioni a mo' di fiction, è apparso decisamente più interessante il documentario di Rai Storia a firma di Brigida Gullo con la regia di Eugenio Farioli Vecchioli in quanto propone l'ultima scoperta sotto la cenere: la stanza degli schiavi a Civita Giuliana, portata alla luce pressoché intatta nel novembre scorso. Un ambiente che offre uno spaccato unico della realtà quotidiana della classe più umile grazie anche all'ottimo stato di conservazione. Da lì, con il commento di esperti come il direttore del Parco archeologico Gabriel Zuchtriegel, inizia un viaggio nei luoghi meno conosciuti e raccontati dei dintorni di Pompei, da quelli appunto dei ceti più bassi della società romana fino alle ville di Stabia e al Museo “Libero D'Orsi” da poco inaugurato.