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La tregua globale per fermare il virus

Salvatore Mazza sabato 11 luglio 2020
Se il giornalismo sarà mai chiamato a rendere conto delle sue colpe, una delle più gravi è senza dubbio quella di aver svuotato di significato l'aggettivo "storico". Del resto nella continua rincorsa alle iperboli che caratterizza ogni articolo, e dove tutto fa in fretta a diventare "storico" – dallo sbarco sulla Luna al ministro in bermuda che prepara aperitivi sulla spiaggia – era inevitabile che l'aggettivo perdesse la sua efficacia. Poi però accade qualcosa di impensabile, come per esempio che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite approvi all'unanimità una Risoluzione per un cessate il fuoco globale e immediato in tutte zone di conflitto, anche per permettere di fronteggiare la pandemia. È successo, ed era tanto impensabile, e tanto importante, da indurre il Papa domenica scorsa all'Angelus a definirlo «un primo passo coraggioso per un futuro di pace».
Un'esagerazione? Sapendo quanto i Papi, a differenza dei giornalisti, ci vadano piano con le iperboli, anzi pianissimo, certamente no. E sapendo invece, al contrario, quante volte abbiano levato la loro voce nei decenni passati invocando, inascoltati, misure analoghe. Chiaro quindi il perché della soddisfazione con cui Francesco ha annunciato il voto all'unanimità di una mozione che «predispone alcune misure per affrontare le devastanti conseguenze del virus Covid-19, particolarmente per le zone già teatro di conflitti», con obiettivo la fine immediata delle ostilità e una pausa umanitaria nelle zone di guerra dei cinque continenti per almeno i prossimi 90 giorni, in modo da concentrarsi sul contrasto alla crisi provocata dal Covid.
E se per Francesco, «è lodevole la richiesta di un cessate il fuoco globale e immediato, che permetterebbe la pace e la sicurezza indispensabili per fornire l'assistenza umanitaria così necessaria», ci sarebbero poi innumerevoli e benefici effetti collaterali. Per l'Oms una tale sosta potrebbe essere occasione per rimettere in moto la sanità generale in posti dove oggi è distrutta, e secondo Save the Children, la Risoluzione potrebbe rivelarsi salvavita per circa 415 milioni di minori che vivono attualmente in territori di guerra. Ovvio dunque il doppio augurio finale di Francesco, «che tale decisione venga attuata effettivamente e tempestivamente per il bene di tante persone che stanno soffrendo», e che «possa questa Risoluzione del Consiglio di Sicurezza diventare un primo passo coraggioso per un futuro di pace».
Come detto prima, vengono in mente le decine e decine di volte che i Papi si sono spesi per chiedere un cessate il fuoco, la sospensione per motivi umanitari di un conflitto, una moratoria. E col senno di poi, sappiano anche come avessero sempre ragione, perché la guerra non porta mai a nulla. E dunque, con Francesco, preghiamo perché davvero questo primo passo possa diventare un grande inizio.