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Ambrogio. La sua eredità: il seme di una società più giusta

Matteo Liut mercoledì 7 dicembre 2016
A Milano spetta l'onore di essere erede di sant'Ambrogio e di custodire quindi un tesoro che porta anche una grande responsabilità. Ciò che questo antico vescovo chiede alla città di oggi, infatti, è di costruire una società più giusta, di coltivare il dono dell'accoglienza, di difendere la verità. Nato a Treviri nel 339-340, nel 370 venne scelto come governatore della provincia romana Aemilia et Liguria. Nel 374 Milano si trovò senza vescovo e Ambrogio fece da mediatore tra diverse fazioni, alcune eretiche: la sua saggezza e la sua giustizia colpirono il popolo, che lo volle come vescovo. Il suo episcopato durò fino alla morte nel 397 e lasciò un'eredità teologica, pastorale e liturgica che vive ancora oggi non solo nella comunità milanese ma in tutta la Chiesa.
Altri santi. San Carlo Garnier, martire (1605-1649); santa Maria Giuseppa Rossello, vergine (1811-1880).
Letture. Gen 3,9-15.20; Sal 97; Ef 1,3-6.11-12; Lc 1,26-38.
Ambrosiano. Sir 50,1a-b;44,16a.17ab.19b-20a.21a.21d.23a-c;45,3b.12a.7.15e-16c; Sal 88; Ef 3,2-11; Gv 10,11-16.