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La raccolta delle mele: dalle stime l'Italia tiene

Andrea Zaghi domenica 9 agosto 2020
Mele d'agosto. Proprio così. In questi giorni inizia la raccolta delle prime varietà, le più precoci, del frutto più consumato in Italia. Non si tratta di folklore bucolico, ma di qualcosa di molto importante per l'economia agroalimentare nazionale, visto che il mercato di questo frutto significa migliaia di posti di lavoro e milioni di euro di fatturato. Si potrà essere precisi a fine campagna, ma già adesso è possibile indicare in oltre due miliardi di chili la stima del raccolto 2020. Leggermente in calo rispetto alle annate precedenti, ma comunque di tutto rispetto tanto da collocare l'Italia al secondo posto in Europa. Le indicazioni arrivano dai coltivatori diretti che hanno ragionato su dati Prognosfruit diffusi in occasione dello stacco delle varietà più precoci. Nell'Unione Europea, la stima parla di una raccolta totale pari a 10,7 milioni di tonnellate con in testa la Polonia che registra un aumento della produzione del 17% per un totale di 3,4 milioni di tonnellate mentre al terzo posto si piazza la Francia con circa 1,4 milioni di tonnellate e uno scivolone del 13%. In Italia come in Francia, a pesare è stato il clima impazzito con il moltiplicarsi di eventi estremi – gelo, grandine, nubifragi, siccità e caldo torrido – che, dice Coldiretti, ha condizionato fioriture e produzioni. Qualcosa che ha interessato un po' tutti i raccolti. I coltivatori spiegano che più un frutto estivo su tre è andato perduto, ma che in alcuni casi, come per le albicocche, il taglio della produzione è arrivato anche al 58%. A complicare la faccenda, poi, ci si sono messe le difficoltà per il reperimento della manodopera per la raccolta determinate da Covid-19. Anche per le mele, quindi, i coltivatori chiedono una «radicale semplificazione» delle procedure di reperimento dei lavoratori. Al di là della congiuntura – comunque pesante –, quello delle mele è un comparto più che importante per molte aree agricole dello Stivale. Ad iniziare dall'Alto Adige dove si attende una produzione di oltre 912 milioni di chili con un calo del 7% rispetto al 2019; in Trentino, invece, ci si aspetta una crescita del 5% con 496 milioni di chili; in Veneto si potrebbe verificare un aumento del 3% con 179 milioni di chili. E produzioni in crescita sono previste anche in Piemonte, Friuli e Lombardia; in forte calo, poi, le produzioni dell'Emilia Romagna. A far da padrona è la Golden Delicious, seguita dalla Gala dalle tipiche sfumature rosse e poi dalla Red Delicious. Il nostro paese, inoltre, è al primo posto in fatto di mele biologiche con sei denominazioni di origine riconosciute dalla Ue.