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La puntualità con chi ha bisogno di noi Marco voleri

Marco Voleri giovedì 9 marzo 2023
Ci sono persone che non hanno un buon rapporto con la puntualità. Anzi, a dire il vero, non hanno nessun rapporto con essa. Si tratta dei ritardatari seriali, quelli che si riducono all’ultimo per comprare il regalo di Natale o annaspano su ogni scadenza possibile. Quelli che sarebbero capaci di arrivare in ritardo persino ad un matrimonio (magari il loro) o a un funerale. A quello no, di sicuro arriveranno in orario! Scherzi a parte, quante persone non hanno un buon rapporto con l’orologio? Io ne conosco diverse. Persone che, nonostante buona volontà e sforzi, riescono a essere in ritardo anche quando partono in anticipo. Eppure la puntualità ci disegna in un attimo, come se fossimo un biglietto da visita con le gambe. Per me essere puntuale – in mezzo a una serie di altri difetti – significa dimostrare serietà e rispetto per chi devo incontrare, che sia l’amico di sempre o l’incontro di lavoro. D’altra parte, se arriviamo in stazione in ritardo perdiamo il treno. Provate ad andare al cinema in ritardo: troverete il film iniziato. E così via. Al netto delle usanze geografiche, che possono essere diverse, arrivare puntuali è un segno che ci contraddistingue, sia nel breve che nel lungo termine. Confesso: non sopporto dover aspettare qualcuno. Dopo dieci minuti mi innervosisco, dopo venti ancora di più. Dopo trenta è molto facile che me ne sia andato. Che altro effetto sortisce il non essere puntuali? Questo: lo stress. Non solo per chi aspetta ma anche per chi non è in orario e corre per recuperare. Pensate se questa cosa si traducesse nei sentimenti: “Carlo, devo dirti una cosa molto importante!”, “Va bene Marco, vediamoci al solito bar alle cinque precise”. Quattro e cinquantotto. Sono davanti. Forse sono esagerato al contrario. Alle cinque spaccate arriva Carlo, lo guardo e sorrido. “Cosa prendi?”, “Un orzo, grazie. Dimmi tutto...”. Mi siedo, Carlo prende in mano il cellulare. “Mi sono dimenticato di fare il post quotidiano, aspetta!”. Esce dal bar. Torna dopo diciotto minuti. Vi ricorda qualcosa? Essere puntuali quando qualcuno ha bisogno di noi. Ecco cosa. © riproduzione riservata