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La palla di neve

Riccardo Maccioni martedì 21 dicembre 2021
Anche se fingiamo di non saperlo, quasi sempre le frasi fatte nascondono una profonda verità, o una grande bugia. Per esempio, dire “basta il pensiero”, può esprimere la delusione per il regalo banale ricevuto da chi per noi rappresenta molto. O al contrario è una forma di stupore di fronte alla ricomparsa di chi credevamo di aver perso. Se, da adulti, guardiamo ai Natali passati, probabilmente più che dei grandi pacchi ci ricorderemo di un biglietto di auguri personalizzato, o di un oggetto, magari piccolo però calibrato su come siamo noi, o eravamo. Il valore delle cose sta nel tempo consumato per cercarle, proprio di quel colore, e di quella forma lì. C'è poi chi riesce comunque a stupirti. Tra le richieste di regali più originali, una, a suo tempo, mi colpì particolarmente. Una bambina, diventata una meravigliosa ragazza, sognava una palla di neve. Che è un desiderio tanto semplice quanto quasi impossibile da esaudire. Dentro però c'è tutta l'atmosfera del Natale: il fascino del bianco sui tetti nella notte della vigilia, l'aria pulita che accompagna il freddo, la magia dei cristalli di ghiaccio che a milioni compongono ogni fiocco. Come una ragnatela che imprigiona la festa, una rete sottile a catturare la luce, perché non si spenga più.