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La mongolfiera

Riccardo Maccioni mercoledì 17 novembre 2021
Quest'estate ho scoperto il “Parco della lettura”. Si trova in Valle d'Aosta ed è pensato per insegnare ai bambini l'amore per i libri. Ci sono spettacoli teatrali, racconti musicati, angoli per gustare qualche pagina in tranquillità e, naturalmente, giochi. Il più intrigante è il labirintario da cui puoi uscire se sai il significato delle parole, comprese quelle comuni che da adulti dimentichiamo e non usiamo più. Nei ricordi di ragazzo c'è un giornalista importante, adesso anziano, che spesso negli articoli inseriva un termine strano, un concetto poco usato, per accendere la curiosità dei lettori. Fatte le debite proporzioni è la lezione di don Lorenzo Milani: «Finché ci sarà uno che conosce 2000 parole e uno che ne conosce 200, questi sarà oppresso dal primo. La parola ci fa uguali». Che poi solo sapere cosa vuol dire non basta. Occorre guardarle con gli occhi del cuore, le parole, farle respirare la nostra stessa aria, osservarle davanti e dietro. Abitarle. Così da imparare quanti volti ha la libertà e i tanti significati, di sofferenza, di gioia, di speranza, dietro le cinque lettere che compongono “amore”. Mongolfiera invece ne ha uno solo. Vuol dire che se c'è un po' di vento si può volare. Scoprendo che dall'alto il mondo è talmente piccolo che lo abbracci tutto con uno sguardo.