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La Missa «Se la face ay pale» di Dufay una grande pagina del Quattrocento

Andrea Milanesi domenica 15 febbraio 2009
Risulta sempre vano e arbitrario imporre limiti spaziali e confini temporali al libero fluire delle espressioni artistiche, proprio perché, nei grandi momenti di evoluzione e mutamento, ogni periodo storico porta sempre con sé ricchezze e peculiarità, a loro volta ereditate dal passato, che si rispecchiano inevitabilmente nelle epoche successive. Ma se, in campo musicale, si riscontra un evidente passaggio tra l'età medievale e quella rinascimentale, di tale parabola Guillaume Dufay (1400 ca. - 1474) non è un semplice testimone privilegiato, bensì un autorevole e decisivo artefice.
In virtù della sua fama eccelsa, prestò servizio presso le più raffinate corti e le più importanti istituzioni religiose d'Europa, tra Bologna (dove venne ordinato sacerdote), Ferrara, Firenze («guardato con ammirazione» da Lorenzo il Magnifico), la cappella pontificia e la cattedrale di Cambrai; intorno al 1434 venne chiamato presso il Ducato di Savoia dove, in quella Cappella del Castello di Chambéry che avrebbe in seguito custodito la Sacra Sindone, venne eseguita per la prima volta la Missa "Se la face ay pale", scritta da Dufay in occasione del matrimonio tra l'erede al ducato Ludovico e Anna di Lusignano (sorella del re di Cipro).
Pagina tra le più celebri all'interno del suo corpus di opere sacre, deriva il proprio titolo dall'omonima ballata utilizzata come base sopra cui elaborare il ricco ordito polifonico " secondo la pratica coeva del cantus firmus " e rappresenta un termine di riferimento in cui l'artista fece esemplare sfoggio di quei principi di sofisticata eleganza e perfetta simmetria della scrittura contrappuntistica, di rigore dell'impianto architettonico, di varietà ritmica, di armonia, grazia e immediatezza espressiva che nella registrazione realizzata dall'ensemble vocale inglese The Binchois Consort diretto da Andrew Kirkman si impongono attraverso una lettura curata nel minimo dettaglio (cd pubblicato da Hyperion e distribuito da Sound and Music); per riportare alla luce i caratteri originali e imprescindibili con cui il compositore "oltremontano" ha contribuito in modo determinante alla nascita e all'affinamento dei canoni estetici di quella scuola fiamminga rimasta in auge fino ai primi decenni del XVII secolo.