Rubriche

La minima oltre confine

Vittorio Spinelli martedì 17 giugno 2003
Nelle previsioni Inps dovevano essere circa 200mila le richieste dei pensionati all'estero per avere la minima di 516 euro, ma ancora oggi le domande non superano la metà degli interessati. Per il pagamento del vecchio milione di lire si è reso tuttavia necessario un apposito decreto, pubblicato di recente sulla Gazzetta ufficiale. Con il decreto sono stati fissati i coefficienti per trasformare il milione di lire nella valuta locale del paese estero, in modo da garantire che, per effetto del cambio, il nuovo minimo pensionistico, riscosso all'estero, non costituisca un vantaggio oppure uno svantaggio, rispetto ai pensionati residenti in Italia e nelle stesse condizioni di età e di reddito. Reddito equivalente. La conversione dei 516 euro in potere di acquisto all'estero è stata ottenuta utilizzando, come metro, la quantità di beni e servizi acquistabili negli Stati Uniti con un dollaro. Questa quantità è stata poi riportata nella corrispondente valuta del mercato locale. Tra le curiosità, i paesi più vicini al potere di acquisto dell'euro sono risultati il Canada (coefficiente 1,0153) e la Spagna (0,9227), agli altri estremi invece il Giappone (1,8096) e la Repubblica democratica del Congo (0,0116). Traducendo in cifre, la "minima" italiana corrisponde in Canada a 524 euro, in Spagna a 477 euro, in Giappone a 935, nel Congo non supera i 6 euro. Tutte le valutazioni sul cambio sono state però effettuate con riferimento a quello ufficiale in Italia per l'anno 2000, ormai troppo datato per chi chiede oggi il superminimo. In ogni caso - precisa il decreto - la maggiorazione non può essere di importo inferiore a 123,77 euro per tredici mensilità ma, nello stesso tempo, non deve far lievitare il reddito annuo oltre la soglia di 516,46 euro per tredici mensilità. I pagamenti avvengono esclusivamente tramite la Banca popolare di Sondrio, l'Istituto centrale delle banche popolari italiane, Banca Intesa e Banca nazionale del lavoro, incaricate per distinte aree geografiche. Redditi esteri. Con un secondo decreto sono stati precisati i redditi all'estero che, se prodotti in Italia, sarebbero rilevanti per ottenere una qualsiasi prestazione pensionistica, compresa la minima a 516 euro. In particolare, devono essere valutati i redditi previdenziali e a carattere assistenziale percepiti sia in Italia sia all'estero, i redditi da attività lavorative, quelli immobiliari con esclusione della casa di abitazione, i redditi di capitali e di partecipazione. I Paesi esteri interessati sono 37, compresi San Marino e il Vaticano. Il pensionato che ha maturato il diritto alla minima di un milione oppure ad un'altra prestazione entro l'anno 2002, deve presentare all'Inps, entro il prossimo 31 luglio, un certificato sui redditi rilasciato dell'ente di previdenza estero, anche se negativo, ed una copia (o autocertificazione) della dichiarazione dei redditi fatta all'estero. In mancanza di questi documenti è sospeso il pagamento della prestazione richiesta.