Rubriche

La «mia» musica rimossa e ritrovata

Salvatore Mazza giovedì 5 marzo 2020
Una cosa di cui mi sono reso conto – incredibilmente – solo da pochissimo tempo è che da quando mi sono ammalato non ascolto più musica. O, per essere precisi, non ascolto più la "mia" musica. È incredibile, perché la musica ha sempre avuto un posto importante nella mia vita. L'ho studiata per una decina d'anni, prima pianoforte (però m'annoiavo), poi chitarra, e me la cavavo abbastanza bene. Per qualche anno l'ho pure insegnata. Poi, come forse il 99% degli adolescenti/giovani della mia generazione, ho attraversato il periodo poetico (per la verità la mia prima poesia risale alla prima elementare, fu pubblicata sul giornalino della scuola che mia madre conservò gelosamente), ma siccome suonavo, e cantavo pure bene, le mie poesie diventavano subito canzoni. Le conoscono in pochissimi, e non penso sia una grande perdita per l'umanità. Quelle di cui vado più fiero sono le due ninne-nanne personalizzate dedicate alle mie figlie, una per ciascuna. Chissà se le ricordano. Ma non è questa la "mia musica" di cui dicevo. Sono tutte quelle canzoni che hanno rappresentato la colonna sonora della mia vita. Quelle che mettevo sul giradischi a ripetizione, per la disperazione dei miei genitori, quelle che ballavo con in braccio le figlie perché facessero l'orecchio alla buona musica – e per la stessa ragione, quando avevano tredici o quattordici anni, le ho portate al loro primo concerto, lo stesso, della Pfm. Determinante, in questa educazione musicale, la coincidenza pressoché perfetta dei gusti di mia moglie e miei. Arrivata la rivoluzione della musica digitale, tutte quelle canzoni ero finalmente riuscito a scaricarle e raccoglierle in una playlist di circa 400 brani. La "mia" colonna sonora, che potevo ascoltare a ciclo continuo, senza stancarmi né sentire l'esigenza di cambiare. Una sorta di ascolto compulsivo, ogni canzone un momento, una gioia, un sogno, un ricordo, un rimpianto, un treno non preso... Non so dire se è per questo che da quando ho la Sla non ascoltavo più questa mia musica, o perché. Ma la cosa strana è che di questo ho preso coscienza solo da poco. Forse ancora più incomprensibile è che non mi è mancata: come se l'avessi rimossa. Adesso, di quando in quando, vado su YouTube e riascolto quelle canzoni. Di nuovo. Come un tempo. Ho anche smesso di cercare una risposta al perché ci sia stato questo blackout. Evidentemente doveva essere così. Del resto, proprio non mi riesce di pensare alla vita senza la mia musica.
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