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La mela di Eva era "laica" e cosacca?

Pier Giorgio Liverani domenica 30 agosto 2009
Poiché i "laici" (leggi laicisti) considerano la conoscenza come la misura di tutte le cose e secondo questo criterio valutano ogni realtà, compresa la religione (loro principale obiettivo di critica), ecco una utile antologia di conoscenza "laica" della religione. Primo caso: da La Repubblica (lunedì 24): «Un botanico dell'Università di Oxford - Barrie Juniper - ha individuato nella foresta di alberi da frutto nelle montagne del Kazakistan il giardino dove fu colta la prima mela». E spiega: «Una traccia su dove cercare la mela di Eva gliel'ha data il nome della capitale, Almaty, che significa appunto "padre delle mele"». Il prof. Juniper ha deciso - e passi - che Adamo ed Eva fossero cosacchi, ma non ha fatto caso che la Bibbia non parla affatto di mela, ma di "frutto". Secondo caso: stessa fonte (venerdì 28), che cita il premio Nobel per la letteratura José Saramango, «ateo convinto e mai pentito» (autore del "Vangelo secondo Gesù"): «"Mi risulta difficile comprendere come il popolo ebraico abbia scelto per testo sacro l'Antico Testamento, che non può essere inventato da un uomo solo. Ci vollero generazioni e generazioni per produrre questa mostruosità"». Povero Nobel, che non sa che il popolo ebraico non scelse, ma scrisse, nel corso di otto o nove secoli, le sue Sacre Scritture per mano di molti Autori ispirati da Dio. E trascuro alcune espressioni blasfeme che, sulla penna di un letterato come lui, sono stonate e soprattutto inutili. Ma forse - e considerando anche un premiato italiano - bisognerebbe ripensare almeno il Nobel della letteratura. Il terzo caso è la risposta di Michele Serra a un lettore nostalgico dell'Illuminismo e preoccupato per la crescita della popolazione mondiale (Il Venerdì di Repubblica, 28 agosto): «Chi sogna il Paradiso in genere è contrario al controllo delle nascite». I 12 miliardi di abitanti «che lo spaventano tanto non sono il frutto dell'Illuminismo, semmai di chi lo combatte». Palese riferimento a un recente discorso del Papa, ma vecchia sciocchezza: il maggior contributo alla nascite viene dai popoli asiatici (Cinesi, Indiani), dal mondo islamico e dall'Africa, che non sono certamente Paesi cattolici.

I LAICI E I FANTASMI
A proposito di laici. Tutti i giornali (giovedì 26) hanno riportato, in forme diverse, la frase di Gianfranco Fini che, sostanzialmente, diceva: «Lo scontro non è tra laici e cattolici, ma tra laici e clericali. Chi dice che le leggi dello Stato le decide la Chiesa e non il Parlamento, è un clericale». Siccome nessuno ha mai detto una cosa del genere, vuol dire che i laici, in Italia, si scontrano con i loro fantasmi.
AUTORAZZISMO
Non solo Pacs, Dico, Cus et similia: adesso (vedi Miriam Mafai, La Repubblica, martedì 25) si vuole anche una legge contro l'omofobia, ovvero contro la violenza e le discriminazioni ai danni degli omosessuali. Come se le leggi comuni a tutti gli esseri umani non valessero al rispetto e alla tutela anche di quelle persone. Il fatto è che, pur non avendo alcun requisito oggettivo né giuridico di differenziazione, pretendono per sé provvedimenti speciali, vale a dire diritti in più. Esibendosi sempre non come uguali, ma diversi, finiscono per costruirsi ciò di cui già si lamentano: un'autodiscriminazione e un autorazzismo.