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Benedetto da Norcia. La formula per l'Europa: preghiera e lavoro

Matteo Liut lunedì 11 luglio 2022

Vogliamo ancora costruire un mondo più “civile”, dove nessuno è lasciato indietro e assieme si fatica per dare corso a un futuro di speranza? Maestro su questa via è stato e continua a essere con la sua eredità san Benedetto da Norcia, patrono e testimone per l’Europa. Il padre del monachesimo occidentale, infatti, tra le altre cose esortava i suoi contemporanei perché nessuno «cerchi il proprio utile, ma piuttosto quello degli altri». Parola affidate alla Regola elaborata per i suoi monaci, il cui faro era la nota esortazione dell’«ora et labora», prega e lavora. Queste indicazioni sono alla base non solo del modo di vivere la fede ma anche della cultura occidentale. Saper conciliare contemplazione, cioè lasciarsi avvolgere dall’amore di Dio, e azione, cioè fare di tutto per rendere il mondo migliore e accogliente, è la cifra del nostro più autentico stile di vita. Benedetto era nato a Norcia nel 480, visse un tempo di solitudine al sacro Speco di Subiaco, scegliendo poi la forma cenobitica prima a Subiaco, poi a Montecassino. Fondò numerosi monasteri e morì probabilmente nel 547 a Montecassino.

Altri santi. San Pio I, papa e martire (155); sant’Olga di Kiev, granduchessa (X sec.).

Letture. Romano. Pr 2,1-9; Sal 33; Mt 19,27-29.

Ambrosiano. Pr 2,1-9; Sal 33 (34); 2Tm 2,1-7.11-13; Gv 15,1-8.

Bizantino. 2Cor 6,16-7,1; Lc 7,35-50.