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La filiera alimentare vale 538 miliardi

Andrea Zaghi domenica 8 novembre 2020
L'agroalimentare italiano vale miliardi. Talmente tanti, da sorprendere più di un interlocutore poco attento alla sostanza della produzione agricola, della sua trasformazione e commercializzazione. Eppure, proprio questo comparto – che tra l'altro è una delle immagini positive del nostro Paese nel mondo –, è tutt'altro che forte. Anzi, sottoposto com'è ai cambiamenti climatici oltre che ai mutamenti di mercato (senza dire ovviamente degli effetti di Covid-19), l'agroalimentare nazionale deve essere tutelato e protetto e dotato di strumenti di competitività ancora più forti e importanti. A delineare la situazione sono stati negli ultimi giorni due analisi diverse, entrambe di grande livello. Dal "Forum delle Economie sulla filiera Agrifood" promosso da UniCredit, Slow Food e Nomisma è emerso come la sola produzione agricola unita alla trasformazione industriale valga oggi circa 59 miliardi di euro. Al Forum si è parlato della produzione e trasformazione agricola come di un "asset strategico" per il nostro Paese. Proprio dal Forum, tuttavia, è arrivata una precisazione. Il dato aggregato nasconde le "differenti" velocità con le quali corrono le singole filiere agroalimentari. Velocità che, tra l'altro, sono state rallentate dai colpi inferti dalla pandemia da Covid-19. Un'altra indagine, condotta da Coldiretti sulla base di uno studio di Mediobanca, ha indicato come l'agroalimentare sia l'unico settore che resiste all'emergenza coronavirus. Così, stando ai calcoli dei coltivatori, la filiera agroalimentare sarebbe la "prima ricchezza del Paese" con un valore di oltre 538 miliardi e 44 in termini di vendite all'estero. Sempre i coltivatori, tuttavia, sottolineano quanto sia importante investire per superare le fragilità presenti, difendere la sovranità alimentare e ridurre la dipendenza dall'estero per l'approvvigionamento in un momento di grandi tensioni internazionali. Al di là dei numeri generali, quindi, la necessità di attenzione al territorio e alle situazioni particolari è, per l'agroalimentare, evidente. Così come lo è una lettura attenta di tutte le analisi che hanno una propria verità da proporre. Rimane il nucleo centrale di qualsiasi istantanea del settore che si voglia scattare, quello di un comparto strategico e importante, fragile e prezioso.