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La fatica di Antonio disabile con 4 figli

Antonella Mariani domenica 4 febbraio 2018
Si può vivere con 280 euro al mese? No, non si può, non è possibile, soprattutto se si devono mantenere e far crescere e mandare a scuola quattro bambini. Ma Antonio può far conto solo sulla sua pensione di invalidità: lavoro regolare non ne trova, nella grande città del Sud Italia in cui vive. Dal 2001 è iscritto alle liste di collocamento per le categorie protette per una disabilità motoria a un braccio, ma nessuno l'ha mai chiamato.
Sopravvive con qualche «espediente lavorativo», cioè vendendo aglio nei mercatini rionali per raggranellare qualche decina di euro. I genitori lo sostengono, e così i suoceri. Lo aiuta la Caritas della sua parrocchia per i vestiti e per una piccola scorta alimentare, ma non è abbastanza. «Cerco di sopravvivere per i miei figli, ma non ce la faccio più. Non cerco soldi, ma un lavoro che mi ridia dignità», scrive in una lettera arrivata in redazione. Il parroco ci dice che Antonio «è un bravo ragazzo» che non riesce a sollevare la testa per avere un po' di serenità.
In attesa che un lavoro arrivi, si può alleviare il grave disagio di Antonio e della sua famiglia anche con un piccolo contributo sul ccp 15596208 intestato ad Avvenire, "La voce di chi non ha voce", P.zza Carbonari 3, Milano. Gli assegni devono essere intestati ad Avvenire, "La voce di chi non ha voce". Si può anche effettuare un bonifico a favore di Avvenire,
"La voce di chi non ha voce", conto n. 12201
Banca Popolare di Milano, ag. 26,
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