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La discografia rilancia Gombert e la grande polifonia fiamminga

Andrea Milanesi domenica 7 maggio 2006
Non può apparire solo una semplice coincidenza il fatto che, negli ultimi mesi, tre differenti progetti discografici, pubblicati da altrettante etichette, ruotino intorno alla produzione sacra di Nicolas Gombert (ca. 1495-ca. 1560); quasi fosse una "singolar tenzone", che in alcuni casi riguarda addirittura gli stessi brani (come i mottetti Salve Regina e Media vita in morte sumus), questo fuoco incrociato porta al centro dell'attenzione una volta per tutte le peculiarità stilistiche e la reale statura del compositore fiammingo. Esponente di spicco di quella che la critica ha ironicamente definito «la generazione perduta», all'interno della quale vengono fatti rientrare i musicisti attivi tra la morte di Josquin Desprez e la definitiva affermazione di Orlando di Lasso (e quindi adombrati dalle personalità di questi due giganti), Gombert fu prima cantore e poi magister puerorum presso la Cappella imperiale di Carlo V (per il quale compose anche la Messa per l'Incoronazione). Gli album realizzati dal complesso vocale Henry's Eight e dal suo direttore Jonathan Brown (pubblicato da Hyperion e distribuito da Sound and Music), da Jeremy Summerly e dall'Oxford Camerata (pubblicato da Naxos e distribuito da Ducale) e soprattutto lo splendido disco firmato dal blasonato Hilliard Ensemble (pubblicato da ECM e distribuito da Ducale) rappresentano le tessere attraverso cui viene ricostruito il grandioso mosaico dell'arte polifonica di Gombert e, di riflesso, del repertorio sacro rinascimentale tout court. Di una musica che vede convivere fianco a fianco una lussureggiante ricchezza melodica e un'austera impronta spirituale, un solido impianto architettonico e una cura minuziosa del particolare, una chiara immediatezza espressiva e una forte componente cerebrale, in cui agli impeti del cuore rispondono le finezze dell'intelletto. Come nello stupefacente Salve Regina ("Diversi diversa orant"), dove a ciascuna delle quattro voci è affidato, a diversi intervalli, un differente testo mariano (Salve Regina / Ave Regina caelorum / Beata Mater / Inviolata, integra et casta / Alma Redemptoris mater / Hortus conclusus / Ave Maria), in un'accurata successione temporale che arriva a scandire gli appuntamenti principali dell'intero calendario liturgico.