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La civiltà contadina inventa vie per resistere

Paolo Massobrio mercoledì 27 novembre 2019
C'è voglia di normalità dopo le giornate di pioggia che hanno messo in ginocchio regioni come Liguria e Piemonte, coi ponti crollati e le strade interrotte che ancora stanno isolando frazioni, paesi e attività economiche. Fausto da Ponzone, cuoco sopraffino che ha creato un gioiello in un paese dell'Appennino, non ha una strada agibile per uscire, mentre la tangenziale che mi porta a casa, ad Alessandria, sembra bombardata tante sono le buche lungo il percorso. Ma la Provincia non ha le risorse per sistemarle, si legge oggi sui giornali. E quindi chi risponde di quell'irragionevole iniziativa di abolire-non abolire le amministrazioni provinciali che oggi hanno le casse vuote? Mi pare che siano sempre al governo i responsabili di questa scelta a metà, che in nome di un finto risparmio sta portando a una generalizzata inefficienza. In Liguria negli anni Sessanta, in moltissime località, non c'era il riscaldamento e le piogge erano rare. Oggi bastano tre giorni di precipitazioni e un'intera regione resta isolata. Ma sembra che nei lustri precedenti, nessuno si sia accorto di un cambiamento che chiede programmazioni e iniziative. E se questo è il periodo delle piogge, per tanti è anche quello del tartufo, che sta beneficiando di una buona annata. Il bilancio della Fiera nazionale del tartufo di Alba è positivo, con un picco di presenze straniere che fa parlare di record. Trovare posto in un ristorante è arduo, ancor più ora che nello spazio fra la fine della Fiera e il Natale, il prezzo del prezioso fungo ipogeo tende a scendere, per risalire poi sotto le feste. In Valle d'Aosta si valutano le migliori Fontine prodotte in alpeggio, che saranno abbinate al tartufo, il 7 dicembre nel forte di Bard, dove verranno proclamate le 10 migliori Fontine premiate col Modon d'Or. Poi quelle 300 forme dei migliori produttori si potranno acquistare a pezzi, nei negozi della Vallée, mentre questa domenica, sempre nel forte di Bard, si celebrano i "vini estremi" (ovvero nati dalle vigne coltivate in zone "difficili"). Il calendario delle stagioni porta tantissime novità, che sono anche attrattiva turistica legata spesso all'attività agricola, all'enogastronomia. Ma la variabile del tempo frena quella che è una sorta di celebrazione della stagionalità. Eppure ci sono continui stimoli che ci riportano al valore della terra; come l'ultimo libro di Pierre Jourde, il "Paese perduto" che parlando del degrado della civiltà contadina si stupisce ancora dell'alternarsi delle stagioni e dei momenti conviviali che danno linfa alle comunità. Il mondo contadino che sembrava minacciato dalla modernità e dall'appiattimento dei consumi, in realtà – come indicano le iniziative qui menzionate – ha trovato una propria strada. Ma se questi percorsi poi sono pieni di buche che nessuno ripara nei tempi richiesti, il rischio è la paralisi... E ogni pioggia diventa un interrogativo urgente su quale Paese si voglia salvare.