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Giovanni XXIII. La carezza di un Papa ai bambini soprattutto «nelle ore dell’amarezza»

Matteo Liut mercoledì 11 ottobre 2023
«Fratres sumus! La luce che splende sopra di noi, che è nei nostri cuori, che è nelle nostre coscienze, è luce di Cristo»: era la sera dell’11 ottobre 1962, il giorno in cui si aprì il Concilio ecumenico Vaticano II e così san Giovanni XXIII salutava la folla che aveva partecipato alla fiaccolata organizzata per l’evento di quel giorno. E poi pronunciò parole rimaste nella storia, parole che oggi fanno tremare i polsi e fanno venire un nodo alla gola, pensando ai fatti di questi giorni in Israele: «Tornando a casa, troverete i bambini; date una carezza ai vostri bambini e dite: “Questa è la carezza del Papa”». E poi: «Il Papa è con noi specialmente nelle ore della tristezza e dell’amarezza». Basterebbero questi passaggi per cogliere il senso della santità di Angelo Giuseppe Roncalli, Papa del dialogo con il mondo, Papa dal cuore grande e dalla tenerezza infinita. Ma la verità è che la sua testimonianza è molto più grande. Era nato a Sotto il Monte, nella Bergamasca, il 25 novembre 1881; prete nel 1905, fu cappellano militare nel primo conflitto mondiale. Nel 1921 era visitatore apostolico in Bulgaria e poi in Turchia; nel 1944 arrivò a Parigi come nunzio. Nel 1953 divenne patriarca di Venezia e 5 anni più tardi diventava il 261° Pontefice. Firmò otto encicliche, tra le quali anche la «Mater et magistra» del 1961, sulla Dottrina sociale della Chiesa, e la «Pacem in terris» del 1963, contenente un potente appello «a tutti gli uomini di buona volontà» per la costruzione della pace e del giusto ordine sociale. Morì il 3 giugno 1963, è beato dal 2000 e santo il 27 aprile 2014. Altri santi. San Filippo, diacono (I sec.); san Firmino di Uzes, vescovo (VI sec.). Letture. Romano. Gio 4,1-11; Sal 85; Lc 11,1-4. Ambrosiano. 1Tm 2,8-15; Sal 144 (145); Lc 21,20-24. Bizantino. Fil 2,24-30; Lc 8,22-25. t.me/santoavvenire