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Vincenzo Ferrer. L'unità e la comunione Tesori difesi con tenacia

Matteo Liut giovedì 5 aprile 2018
L'unità e la comunione sono il tesoro più prezioso per la Chiesa, che attraverso la storia ha dovuto difendere questo patrimonio in diversi frangenti. Come accadde durante lo Scisma d'Occidente tra il 1378 e il 1417 con la presenza di "antipapi" ad Avignone. È in questo periodo che operò san Vincenzo Ferrer, frate domenicano che si adoperò per il ristabilimento dell'unità. Nato a Valencia nel 1350 scelse la vita da religioso e a corte conobbe il cardinale Pedro de Luna, del quale fu stretto collaboratore. Quando il porporato nel 1394 divenne antipapa con il nome di Benedetto XIII, volle Vincenzo come confessore. Il domenicano ebbe un ruolo importante nella ricomposizione dello scisma. Dopo una visione decise di vivere da predicatore itinerante: viaggiò attraverso l'Europa Occidentale per 20 anni. Morì in Bretagna nel 1419.
Altri santi. Sant'Irene di Salonicco, martire (III-IV sec.); santa Caterina Thomas, religiosa (1531-1574).
Letture. At 3,11-26; Sal 8; Lc 24,35-48.
Ambrosiano. At 5,26-42; Sal 33; Cor 3,1-4; Lc 24,36b-49.