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L'Inps in pressing sui collaboratori

Vittorio Spinelli martedì 8 novembre 2011
L'Inps è a caccia dei committenti e dei liberi professionisti iscritti alla Gestione dei collaboratori che non sono in regola con i versamenti per la pensione. L'istituto deve interrompere in questo mese la prescrizione che sta per colpire le irregolarità (omissioni e versamenti parziali) sui compensi percepiti negli anni 2001, 2002 e 2004. L'anno 2003 è stato definito con separati avvisi bonari nel 2005.
Nell'attuale operazione di setaccio sono coinvolti i contribuenti che hanno già ricevuto un primo avviso di pagamento a novembre 2006, regolarmente notificato, e per i quali risulta pendente anche un solo contributo. In caso di mancata regolarizzazione con F24 degli importi dovuti (comprese le relative sanzioni) entro 30 giorni dalla notifica, l'Inps procede alla fase di recupero dei contributi, saltando ogni passaggio amministrativo, con l'immediato invio dell'avviso di addebito. In seguito alle recenti riforme della previdenza (legge 122/2010), l'avviso di addebito dell'Inps ha assunto il valore di titolo esecutivo per le somme a qualunque titolo dovute all'Istituto.
Automaticità. La tenacia dell'Istituto di previdenza nelle periodiche operazioni di recupero dei contributi dei collaboratori gioca tuttavia a favore degli interessati. Infatti, i co.co.pro e i liberi professionisti – insieme a tutti i lavoratori autonomi – non possono valersi del criterio della "automaticità delle prestazioni", una clausola di salvaguardia che consentirebbe di ricevere le prestazioni della Gestione separata (ad esempio l'indennità di maternità o l'assegno per il nucleo familiare) anche se i contributi relativi non sono stati ancora incamerati dall'istituto. I recuperi sollecitati dall'Inps consentono quindi di garantire i diritti nascenti da una completa posizione contributiva.
Una proposta di legge (atto C/2100), dallo scorso anno all'esame della Camera, intende riconoscere anche ai collaboratori il diritto all'automaticità delle prestazioni, purché con unico committente. Nei confronti dell'Inps il committente opera infatti alla pari di un datore di lavoro dipendente, poiché versa per intero la contribuzione alla Gestione, rivalendosi poi, per un terzo, sul collaboratore.
Pacchetto Europa. Fra le misure per la crescita dell'occupazione, contenute in un maxiemendamento alla legge finanziaria 2012, è previsto anche un aumento dei contributi della Gestione separata. Per i collaboratori soggetti anche ad altre forme di previdenza e per i già titolari di pensione, la contribuzione salirà dal 17% al 18%. Invece per i collaboratori "puri" l'aliquota contributiva aumenterà dal 26,72% al 27,72%. L'aumento aggrava la posizione previdenziale dei liberi professionisti iscritti Inps che, rispetto agli omologhi con propria cassa di previdenza, si trovano a dover pagare una contribuzione praticamente doppia. Tuttavia per tutti gli iscritti alla Gestione l'aumento entrerà nel calcolo della pensione, facendo lievitare l'importo della rata.