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L'Inpdap «pigliatutto»

Vittorio Spinelli martedì 27 settembre 2005
A partire dal 1° ottobre l'Inpdap assume la gestione integrale delle pensioni di tutti i dipendenti delle Amministrazioni statali. Alla liquidazione dei trattamenti di pensione si aggiungono anche le pratiche contributive (riscatti, ricongiunzioni, totalizzazioni, prosecuzione volontaria, computo di servizi ecc.) richieste da ottobre in poi. Tutte le prestazioni sono ora a domanda, compresa quella relativa al trattamento di quiescenza. Le nuove richieste di pensione e contributive vanno inviate alla Sede Inpdap competente per territorio. Come data della richiesta -precisa l'ente - viene considerata quella di presentazione all'ente e non quella della comunicazione al datore di lavoro. Il personale che lascia il servizio dal 1° ottobre in poi, (eccetto che per infermità, destituzione ecc.), ha ora il vantaggio di poter riscuotere la prima rata di pensione, nell'importo definitivo, subito dopo l'ultimo stipendio. I nuovi compiti dell'Inpdap consolidano la "Gestione separata dei trattamenti pensionistici ai dipendenti statali" istituita presso l'ente, ma solo sulla carta, sin dal 1996. Il trasferimento di competenze lascia tuttavia immutate numerose disposizioni, già in vigore, relative al trattamento di carriera e di previdenza riservate a settori dell'amministrazione dello Stato con compiti particolari. Vigili del Fuoco. Il personale è inquadrato nei settori operativo, aeronavigante e
servizi amministrativi, tecnici e informatici, all'interno del "Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile". Dal passaggio all'Inpdap sono esclusi i vigili del fuoco volontari, quelli di leva ed i vigili locali nelle province di Aosta, Bolzano e Trento. Polizia di Stato. La Polizia è un'amministrazione civile con ordinamento speciale. Ai dipendenti si applicano quindi le norme dirette alla generalità degli impiegati civili dello Stato ma anche le disposizioni speciali che valgono solo per le forze di polizia o il personale militare. Al personale della Polizia non si applicano le diverse facoltà di trattenimento in servizio fino a 67 oppure fino a 70 anni di età. Giustizia. Il settore comprende i magistrati, i dirigenti e il personale del Ministero della Giustizia già iscritto alla Cassa pensioni dello Stato (Cps). Sono inoltre interessati i dipendenti civili, compresi direttivi e dirigenti, ed il personale del Corpo di polizia penitenziaria, appartenenti al Dipartimento della Amministrazione penitenziaria. Sono invece esclusi dal passaggio i dipendenti addetti agli uffici notificazioni e protesti iscritti alla ex Cassa pensioni ufficiali giudiziari. Interno. Riguardo al personale del Ministero dell'Interno, l'Inpdap precisa che il trattenimento in servizio oltre i limiti di età nei confronti del personale appartenente alla carriera prefettizia è consentito (decreto 503/92) solo per un ulteriore biennio. E' esclusa invece la possibilità di trattenersi in servizio fino ai 70 anni.