Rubriche

L'importanza di tenere "in efficienza" il territorio

Andrea Zaghi domenica 20 marzo 2022
Le esportazioni agroalimentari italiane continuano a crescere. Buona notizia, certamente, che dà conto della capacità imprenditoriale della filiera che dai campi conduce fino alle tavole di tutto il mondo, ma che non può nascondere una serie di difficoltà contingenti di cui tutti devono tenere conto. Le indicazioni della statistica sono chiare. Nel 2021, in valore, le vendite all'estero di prodotti agroalimentari nostrani hanno raggiunto i 52 miliardi di euro; nel gennaio 2022 la crescita è continuata: il “balzo” stando alle analisi dei coldiretti sui dati Istat, sarebbe del 20%. Grande maestria produttiva e commerciale, dunque. Una prestazione che, tuttavia, è adesso seriamente messa in crisi dagli effetti della guerra Russia-Ucraina. Una circostanza che, fa notare Coldiretti, non si riflette solamente nella chiusura del mercato russo ma anche nelle difficoltà che si possono avere (e che già in parte vengono registrate) nei mercati di alcuni paesi non in guerra, ma comunque coinvolti nella situazione a causa dell'aumento dei costi e dell'inflazione. È il caso della Germania
(al primo posto tra gli importatori di prodotti alimentari italiani), degli Stati Uniti, della Francia e della Gran Bretagna. Gli strumenti per fronteggiare tutto questo non sono molti. Occorre produrre di più ed a condizioni più vantaggiose. Serve, cioè, contrastare i costi in aumento senza riversare tutto sul consumatore. Quanto predisposto da governo italiano e Unione europea va in questa direzione, anche se gli effetti non saranno immediati. Dopo il Covid-19, l'agricoltura e l'industria alimentare continuano comunque a dimostrare la loro strategicità per il Paese che si accorge, forse troppo tardi, di quanto sia importante avere un sistema agroalimentare efficiente. Un'efficienza che, tra l'altro, passa anche per la capacità di mantenere il territorio agricolo in buone condizioni, in grado di produrre alimenti ma anche benessere. E sicurezza. Ed è un caso della storia e del calendario, ma è un caso che deve far pensare, che proprio questi giorni di grandi dibattiti sul ruolo dell'agricoltura coincidano con l'anniversario dei cento anni dalla messa a punto di quell'idea di bonifica integrale dalla quale è iniziato il complesso e vario lavoro dei consorzi di bonifica (raccolti adesso dalla ANBI) che ancora oggi contribuiscono proprio a tenere “in efficienza” la base produttiva dalla quale nasce quell'agroalimentare italiano che tutto il mondo ci invidia.