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L'arroganza del dominio

Roberto Mussapi giovedì 7 febbraio 2019
«Tu vedi a che grado di potenza sia giunto l'impero persiano. Se i re miei predecessori avessero avuto idee simili alle tue, tu non avresti visto la potenza persiana così progredita. E invece la portarono a questo punto affrontando rischi: le grandi imprese, infatti, solo a costo di grandi rischi si realizzano. Noi, dunque, ci mettiamo in marcia, e, dopo aver sottomesso tutta l'Europa, torneremo tranquillamente.»
Leggiamo in Erodoto, il primo storico dell'umanità, antefatti della guerra che i Persiani intraprendono, per conquistare e distruggere la Grecia e dominare l'Europa, quando già il loro impero occupa tutto il mondo di quel tempo. Serse vuole il dominio assoluto con un'impresa folle, che porterà alla rovina: l'immenso esercito e la spaventosa flotta dei Persiani saranno annullati da un manipolo di Greci eroici e strategicamente geniali. Lo zio Artebano cerca di dissuadere il giovane re sconsiderato: la terra, lo ammonisce, diviene nemica a chi avanza inesorabilmente e senza tregua, a chi la prende senza limiti. E infatti l'impero persiano sarà distrutto, imperatore e armata disfatti in un
ritorno disperato. Arroganza, il peccato di Serse: cercare il dominio assoluto sul mondo. Rischio sempre attuale: i Serse di oggi vogliono il dominio sulla coscienza, via informatica, sul corpo umano, via genetica.