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L'altro Ranieri, fischiato su Facebook

Italo Cucci venerdì 24 aprile 2009
C'è un Claudio Ranieri, su Facebook: ma come spesso capita, non si sa se è lui davvero. Oltretutto si presenta in bacheca con una foto che davvero fa pensare a un'identità millantata, finta: con l'aria che tira, il tecnico di Testaccio è allegro, disteso,
quasi felice; e non indossa quel triste cravattino nero con righetta bianca che fa parte della divisa Juve. Anzi: ha una bella cravatta a righe laziali, bianche e celesti. Che dopo la batosta di mercoledì sera, fuori dalla finale di coppa Italia per mano della Lazio di Zarate - se è proprio lui, su Facebook - è meglio che cambi.
Questo Claudio Ranieri che (son sempre più convinto) non è il Claudio Ranieri vero riceve decine di messaggi verissimi: di simpatia (pochi), di critica, anche d'insulti soprattutto nelle ore che precedono e seguono le ultime partite della Juve. Infelici. Si dà dunque il caso che il processo virtuale all'imputato in effigie, istruito da una giuria di tifosi autentici, proceda speditamente fino a far temere che - come da definizione, e come avvenne allo stadio di Bologna anni fa

con un fantoccio che rappresentava il presidente rossoblù - si possa arrivare ad appendere o bruciare l'immagine del condannato contumace.
Se qualcuno m'invitasse a difendere il tecnico juventino, quello vero, quello che continua a beccarsi solenni fischiate dalla curva, attenzioni mediatiche crudeli, titoli di giornali irridenti e ripetuti auguri di licenziamento, avrei molte prove tecniche da esibire, cominciando col descrivere giornata per giornata il campionato-calvario della sua Juve. Ma questo rientra nell'opinabile, e infatti molti dei suoi critici - professionisti abusivi del giornalismo - si definiscono opinionisti.
Io vorrei, invece, dimostrare - con i fatti: partite e risultati dei bianconeri - che l'attuale precarietà della Juve è il risultato dell'attività dei suoi dirigenti.
Uno in particolare, Monsieur Blanc, s'è fatto beccare in un pranzetto intimo ma non troppo in Riviera con Marcello Lippi. Quello vero. I cronisti buonisti hanno spiegato che in quell'incontro Blanc aveva semplicemente perorato presso il Ct il ritorno di Del Piero in azzurro. Col passar dei giorni, ecco la verità dominante: la Juve s'è accordata con Lippi perché torni alla guida della Signora, in veste di direttore tecnico alla Ferguson, subito dopo il Mondiale sudafricano del 2010.
E nel frattempo - tanto per "lippizzare" l'ambiente - ha già arruolato Fabio Cannavaro che del Ct è portavoce e alfiere.
A questo punto, ogni fantasia è lecita, così come è spiegabile lo scollamento della squadra che vede in posizione anti-Ranieri i suoi ex-pupilli, Camoranesi in testa.
Nel tribunale sportivo, io chiederei l'assoluzione di Ranieri e la condanna di Blanc. E chiederei alla giuria popolare un giudizio su Marcello Lippi: se è vero quel che si dice, è giusto che il tecnico della Nazionale azzurra "amoreggi", in corso d'opera, con la Juventus?