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Isidoro lagricoltore. Il lavoro offerto al Signore porta i frutti più preziosi

Matteo Liut mercoledì 15 maggio 2019
Lontano dal clamore, nell'umiltà della dedizione ai compiti e alle attività quotidiane: è lì che la Parola di Dio pianta i semi più profondi e porta i frutti più preziosi. Proprio questo c'insegna la storia di sant'Isidoro l'agricoltore: solo se impariamo a vivere nella luce di Dio i nostri propositi germoglieranno. Questo santo spagnolo era nato nato tra il 1070 e il 1080 a Madrid e fin da ragazzo aveva lavorato nei campi, dove il suo impegno, tutto intessuto di preghiera e devozione, compiva meraviglie, anche nei terreni più difficili. Tutto questo gli provocò non poche invidie, ma lui coltivava la propria vita interiore nell'umiltà, con la preghiera e e l'Eucaristia. All'arrivo dai berberi Almoravidi Isidoro si rifugiò a Torrelaguna, dove sposò una giovane di nome Maria. La loro vita era tutta per i poveri, con i quali condividevano tutto. Isidoro morì nel 1130.
Altri santi. San Reticio, vescovo (IV sec.); san Witesindo di Cordova, martire (IX sec.).
Letture. At 12,24-13,5; Sal 66; Gv 12,44-50.
Ambrosiano. At 13,1-12; Sal 97; Gv 7,40b-52.