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Invalidi civili, a giugno le domande online

Vittorio Spinelli martedì 31 marzo 2020
L'Inps rinvia a giugno un'importante novità per gli invalidi civili, inizialmente prevista dal 1° aprile. Si tratta della nuova modalità di invio, esclusivamente telematica, delle domande di invalidità civile, di cecità civile, di sordità, di handicap e disabilità, per i cittadini di età compresa fra i 18 e i 67 anni. I 67 anni rappresentano il limite di età per accedere all'assegno sociale, o come invalido già riconosciuto oppure direttamente da chi è in possesso di redditi scarsi o insufficienti.
Con la domanda telematica l'Inps accelera la liquidazione dell'assegno mensile perché vengono anticipate dai richiedenti le informazioni di natura socio-economica (presenti sul modello cartaceo AP/70), oltre alla segnalazione di eventuali ricoveri, di attività lavorativa, di modalità di pagamento ecc. Notizie che in genere vengono trasmesse solo al termine della fase degli accertamenti sanitari.
In media sono oltre 600mila le richieste di riconoscimento di invalidità civile che gli uffici della previdenza insieme ai patronati ricevono ogni anno. Il nuovo sistema di presentazione in via telematica evita quindi l'utilizzo della carta, con i risparmi di costi e disagi, come è stato sperimentato positivamente nei mesi scorsi in alcune province.
L'emergenza causata dal "coronavirus" ha suggerito tuttavia all'Inps, anche su richiesta degli stessi enti di patronato, di rinviare al prossimo 1° giugno il passaggio definitivo e obbligatorio alla procedura telematica. Pertanto sono tuttora validamente ammesse sia le domande su carta sia quelle sul portale internet dell'Istituto.
Escludendo gli assegni sociali, recenti statistiche dell'Inps mostrano come l'invalidità di tipo assistenziale sia maggiormente presente nella popolazione femminile, mentre i beneficiari di sesso maschile risultano ogni anno costantemente al di sotto del 50%. La causa di questo fenomeno può essere attribuita ad una maggiore presenza delle donne nelle classi di età avanzata (quindi con un maggiore rischio di invalidità) insieme ad una maggiore esposizione alla povertà.
Oltre il 46% delle donne con invalidità civile ha oggi un'età che supera gli 80 anni. Un ulteriore aspetto riguarda le molte donne che si sono dedicate completamente alla famiglia, pur avendo lavorato in passato per diversi anni senza però maturare contributi sufficienti per ottenere una normale pensione.