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Inps, sotto la lente i pensionati all'estero

Vittorio Spinelli martedì 11 giugno 2019
Seconda fase delle operazioni per l'accertamento dell'esistenza in vita dei pensionati all'estero. Dopo le prime verifiche avviate dallo scorso anno per l'Africa, l'Australia e l'Europa, anche l'attuale indagine è condotta, per conto dell'Inps, da Citibank, che opera come fornitore del servizio di pagamento delle pensioni all'estero. Sono interessati in questo round 128mila pensionati che risiedono in Nord-Centro-Sud America, Asia, Medio ed Estremo Oriente, Paesi Scandinavi, in alcuni Stati dell'Europa dell'Est e in singoli Paesi finora non interessati, come il Brasile.
La verifica in corso coinvolge anche i pensionati di nuova liquidazione e quelli non inseriti nei precedenti accertamenti perché, ad esempio, si erano nel frattempo trasferiti in altri Paesi. In ogni caso è stata evitata fin che possibile una ripetizione dell'accertamento ai pensionati già contattati. Per un gruppo di pensionati, che non risultano inseriti negli archivi anagrafici italiani, ha provveduto direttamente Citibank in base alle proprie risultanze.
Ai diversi interessati è stato assegnato un congruo lasso di tempo per produrre la prova di esistenza in vita (secondo un modulo personalizzato) e che si concluderà il prossimo 15 giugno. Sono considerate valide le attestazioni inviate tramite il web dai funzionari delle rappresentanze diplomatiche italiane. Gli operatori degli enti di patronato abilitati presso Citibank sono autorizzati a procedere agli accertamenti e a intervenire direttamente nelle procedure di Citi.
Nel caso di mancata risposta, il pagamento della rata di luglio potrà avvenire esclusivamente in contanti presso le agenzie Western Union del Paese di residenza (per il Brasile operano con apposita procedura le agenzie locali del Banco do Brasil). Nel prolungarsi il silenzio dell'interessato il pagamento della pensione sarà sospeso dall'Inps a partire dalla rata di agosto 2019.
Nuove Convenzioni. Da diverso tempo sono in fase di stallo gli accordi in materia di sicurezza sociale già avviati dall'Italia con il Giappone, Israele, la Turchia, la Corea del Sud. Premono inoltre, e con più urgenza, contatti con la Gran Bretagna sull'esito finale della Brexit. Oltre ad un aggiornamento di molte Convenzioni da tempo in vigore, sono poi in fila per avviare una propria convenzione previdenziale Albania, Cile e Nuova Zelanda.