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Bernardino Realino. In vita e in morte un padre per Lecce

Matteo Liut martedì 2 luglio 2013
Una vita spesa per una città, Lecce, che alla fine lo sceglie come protettore quando lui è ancora in vita. Quella di san Bernardino Realino è la storia di un affetto profondo, coltivato nel segno del Vangelo, tra un padre spirituale e un popolo. Quando nel 1616 stava morendo una delegazione andò dal gesuita che per 42 anni aveva servito la città, fondandovi un collegio cui si era dedicato fino alla fine. I legati chiesero al santo morente di proteggere Lecce e lui accettò. Era nato a Carpi da nobile famiglia nel 1530 e aveva intrapreso la carriera da giurista. Ma lasciò la professione a favore della vita religiosa tra i Gesuiti: nel 1567 fu ordinato prete e sette anni dopo cominciò la sua opera a Lecce, dove rimase fino alla morte.Altri santi. San Lidano da Sezze, abate (1034-1118); beata Eugenia Joubert, religiosa (1876-1904). Letture. Gen 19,15-29; Sal 25; Mt 8,23-27. Ambrosiano. Gs 1,1-5; Sal 135; Lc 8,34-39.