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Vincenzo Ferrer. In un tempo difficile segnato da divisioni fu costruttore di pace nel cuore d’Europa

Matteo Liut mercoledì 5 aprile 2023
Per 30 anni «da una città all’altra, da un paese all’altro attraverso tutta l’Europa, montato su un semplice somarello»: l’opera di san Vincenzo Ferrer fu quella di un vero e proprio apostolo dell’unità, non solo della Chiesa ma di tutta l’Europa. In un’epoca segnata dallo scisma d’Occidente, Ferrer agì da autentico costruttore di pace, pellegrino in mezzo ai popoli, compagno di cammino accanto alle donne e agli uomini del suo tempo. Nato a Valencia intorno al 1350, in un periodo in cui i Papi erano due a causa delle divisioni interne della Chiesa, divenne religioso domenicano. Fu notato da Pietro de Luna, legato del papa avignonese, che poi, nel 1394, divenne Papa ad Avignone con il nome di Benedetto XIII. Vincenzo, impegnato in un’intensa attività di predicazione, fu poi scelto dal Pontefice come confessore, cappellano domestico, penitenziere apostolico. Già convinto della necessità di ridare unità alla Chiesa, nel 1398 si ammalò ed ebbe una visione: Gesù, accompagnato da san Domenico e san Francesco, gli toccava la guancia e gli chiedeva di mettersi in viaggio per «conquistare molte anime». E così fece Ferrer, che si dedicò alla predicazione in Spagna, Svizzera e Francia attirando numerose folle. Morì a Vannes nel 1419 e fu proclamato santo nel 1458 da papa Callisto III. Altri santi. San Pietro da Verona, sacerdote e martire (1205-1252); santa Caterina Thomas, religiosa (1531-1574). Letture. Romano. Is 50,4-9; Sal 68; Mt 26,14-25. Ambrosiano. Gb 42,10-17; Sal 118 (119),169-176; Tb 7,1a-b.13–8,8; Mt 26,14-16. Bizantino. Es 2,11-23 / Gb 2,1-10; Mt 26,6-16. t.me/santoavvenire