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Michele, Gabriele e Raffaele. Il riflesso di un Dio che vive nella storia

Matteo Liut venerdì 29 settembre 2017
Un Dio che è relazione, che non sta chiuso in se stesso e "governa" dall'alto, ma che cammina nella storia, insieme agli uomini, condividendo le loro sofferenze. E nei tre arcangeli celebrati oggi dalla liturgia si trova proprio il volto di un Dio che comunicare con l'umanità nel quotidiano. Gli arcangeli sono gli angeli di "grado maggiore", più vicini a Dio: Michele, Gabriele e Raffaele. Ognuno di loro è portatore di un significato particolare, radicato nei racconti biblici che li riguardano: Michele è il difensore dal male, Gabriele porta l'annuncio di gioia, Raffaele soccorre chi è in difficoltà. In ognuno di essi c'è un riflesso di quell'incredibile "mistero" che è la vita di Dio e che è stato rivelato pienamente nella morte e nella risurrezione di Cristo. È in questa radice teologica che si trova il fondamento della devozione per gli angeli.
Altri santi. Sant'Alarico, eremita (X sec.); beato Nicola da Forca Palena, sacerdote (1349-1449).
Letture. Dn 7,9-10.13-14; Sal 137; Gv 1,47-51. Ambrosiano. Ap 11,19-12,12; Sal 137; Col 1,13-20; Gv 1,47-51.