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Giovanni da Kety. Il professore santo di Cracovia, testimone in aula così come tra i poveri

Matteo Liut venerdì 23 dicembre 2022
Studio e carità, verità e misericordia, ricerca accademica e assistenza ai bisognosi: nell’esperienza cristiana queste dimensioni, apparentemente lontane tra loro, possono intersecarsi e integrarsi. Ce lo dimostra la testimonianza di san Giovanni da Kety, professore e prete polacco vissuto tra il XIV e il XV secolo, che anche Giovanni Paolo II volle ricordare durante la sua visita a Cracovia nel 1979. Era nato nel 1390 a Kety e, dopo essere stato uno studente brillante, a 27 anni era diventato docente di filosofia a Cracovia, un percorso a cui, però, egli volle aggiungere lo studio della teologia. Così a 34 anni venne ordinato sacerdote e, per un periodo, fu destinato alla cura pastorale della parrocchia di Olkusz. Nel 1440 tornò a insegnare a Cracovia, ma, nonostante fosse anche precettore dei principi della casa reale, spesso lo si trovava a percorrere le vie della città, stando in mezzo ai poveri, donando loro quanto possedeva. Più volte, poi, compì pellegrinaggi a piedi: in Terra Santa, fin dove si poteva anche lì a piedi, e poi a Roma. Con la sua testimonianza ci ricorda che fede e ragione, scienza e Vangelo trovano la loro armonia quando lavorano insieme per prendersi cura delle ferite dell’umanità. Morì nel 1473 ed è santo dal 1767. Altri santi. San Servolo, mendicante (VI sec.); santa Maria Margherita d’Youville, religiosa (1701-1771). Letture. Romano. Ml 3,1-4.23-24; Sal 24; Lc 1,57-66. Ambrosiano. VI feria prenatalizia “dell’Accolto”. Rt 4,8-22; Sal 77 (78); Est 9,1.20-32; Lc 2,1-5. Bizantino. Aliturgico. t.me/santoavvenire