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Andrea Dung Lac e compagni. Il martirio non è gesto da eroi, ma radice di futuro per la comunità

Matteo Liut venerdì 24 novembre 2023
La fede non è un “superpotere” per eroi che salvano il mondo grazie alle loro capacità, perché il Vangelo è in realtà un percorso che passa dall’esperienza del fallimento, della caducità della vita, e porta a un amore che supera ogni umana individuale possibilità. Anche il martirio, offerta di sé quanto mai lontana dal pensiero del mondo, va letto in questa dimensione: morire per la fede è un gesto estremo che rende la comunità più forte e portatrice di futuro. È in questo stesso orizzonte che si colloca la vicenda di sant’Andrea Dung Lac, sacerdote vietnamita, che affrontò il martirio nel 1839. Nel suo Paese tra il 1625 e il 1886 furono 53 gli editti contro i testimoni del Vangelo. In 261 anni più di 130 mila cristiani furono uccisi perché testimoni della profezia del Vangelo. Oggi la Chiesa ricorda 117 martiri vietnamiti: 50 preti, 59 laici e 8 vescovi; tra loro anche 11 spagnoli e 10 francesi. Capofila di questo elenco è proprio Andrea Dung Lac nato nel 1795 e diventato prete nel 1823, dopo essere stato catechista. Durante il suo ministero fu imprigionato più volte: per due volte venne catturato e poi liberato dietro pagamento di un riscatto. La terza volta, però, fu lui stesso a chiedere di non essere liberato, convinto di dover affrontare a viso aperto i persecutori. Nel 1839 fu portato ad Hanoi, dove gli venne chiesto di abiurare: il rifiuto gli costò la vita. Dal 1990 per volere di Giovanni Paolo II questi 117 martiri sono anche patroni del Vietnam. Altri santi. Beato Balsamo di Cava, abate (XIII sec.); beata Maria Anna Sala Vergine (1829-1891). Letture. Romano. 1Mac 4,36-37.52-59; 1Cr 29; Lc 19,45-48. Ambrosiano. Ez 7, 1-14; Sal 105 (106); Ml 2, 4-9; Mt 12, 38-42. Bizantino. 1Tim 4,4-8.16; Lc 19,12-28. t.me/santoavvenire